Immigrazione, Fini contestato a Pisa
Il presidente della Camera interviene a un convegno sull'immigrazione. Gli studenti sfilano in corteo: "Ti respingiamo, il dissenso non conosce frontiere", "Noi non dimentichiamo chi sei"
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Manifestazione di protesta a Pisa stamani in occasione della conferenza del presidente della Camera dei deputati Gianfranco Fini, intervenuto all'Università per parlare di immigrazione e cittadinanza. Un centinaio di studenti, che contestavano la presenza del presidente della Camera per la legge Bossi-Fini, ha sfilato in corteo, bloccando per 10 minuti il lungarno nei pressi del rettorato e poi si è riunito in presidio davanti al polo Carmignani, dove era in corso la conferenza. Tutto si è svolto senza incidenti.
La protesta. Alla protesta hanno preso parte oltre un centinaio di studenti universitari, che hanno sfilato in corteo intorno alla sede universitaria dove parlava il presidente della Camera. Il corteo è stato organizzato da associazioni e movimenti della sinistra di base per contestare l'intervento di Fini, invitato dalla facoltà di Giurisprudenza per il ciclo di letture su "Cittadini e migranti". Per circa 10 minuti nei pressi del Rettorato gli studenti hanno anche bloccato il traffico sul lungarno e scandito slogan. Il corteo ha poi ripreso a scorrere regolarmente e si è portato in piazza dei Cavalieri, presidiata dal servizio d'ordine di polizia e dei carabinieri, dove ha sede il Polo Carmignani all'interno del quale si svolgeva l'iniziativa. Lo slogan della protesta degli studenti è stato: "Respingiamo Fini, il dissenso non conosce frontiere", per contestare la legge sull'immigrazione Bossi-Fini.
L'intervento di Fini. "Esiste un diritto umano fondamentale sia a lasciare il proprio territorio di origine, sia di richiedere l'ingresso in un'altra comunità socio-politica, dal momento che questo diritto discende dal riconoscimento dell'individuo come essere autonomo legittimato all'esercizio di diritti". È questo uno dei passi della relazione che Gianfranco Fini sull'immigrazione. "I pregi delle democrazie di impronta liberale non consistono - ha proseguito il presidente della Camera - nella podestà di chiudere totalmente le frontiere, bensì nella capacità di prestare ascolto alle richieste di coloro che, per motivate ragioni, bussano alle porte".
In un altro passo del suo intervento, Fini ha sottolineato che, a suo avviso, "gli immigrati di seconda generazione non possono suscitare interrogativi inquietanti per la stabilità del nostro sistema sociale. Bisogna partire dalla constatazione che essi sono nati e cresciuti in Italia, che molto spesso non hanno un altro paese dove tornare e che hanno sviluppato esperienze di vita, legami sociali e orientamenti culturali all'interno del contesto in cui sono stati allevati".
La protesta. Alla protesta hanno preso parte oltre un centinaio di studenti universitari, che hanno sfilato in corteo intorno alla sede universitaria dove parlava il presidente della Camera. Il corteo è stato organizzato da associazioni e movimenti della sinistra di base per contestare l'intervento di Fini, invitato dalla facoltà di Giurisprudenza per il ciclo di letture su "Cittadini e migranti". Per circa 10 minuti nei pressi del Rettorato gli studenti hanno anche bloccato il traffico sul lungarno e scandito slogan. Il corteo ha poi ripreso a scorrere regolarmente e si è portato in piazza dei Cavalieri, presidiata dal servizio d'ordine di polizia e dei carabinieri, dove ha sede il Polo Carmignani all'interno del quale si svolgeva l'iniziativa. Lo slogan della protesta degli studenti è stato: "Respingiamo Fini, il dissenso non conosce frontiere", per contestare la legge sull'immigrazione Bossi-Fini.
L'intervento di Fini. "Esiste un diritto umano fondamentale sia a lasciare il proprio territorio di origine, sia di richiedere l'ingresso in un'altra comunità socio-politica, dal momento che questo diritto discende dal riconoscimento dell'individuo come essere autonomo legittimato all'esercizio di diritti". È questo uno dei passi della relazione che Gianfranco Fini sull'immigrazione. "I pregi delle democrazie di impronta liberale non consistono - ha proseguito il presidente della Camera - nella podestà di chiudere totalmente le frontiere, bensì nella capacità di prestare ascolto alle richieste di coloro che, per motivate ragioni, bussano alle porte".
In un altro passo del suo intervento, Fini ha sottolineato che, a suo avviso, "gli immigrati di seconda generazione non possono suscitare interrogativi inquietanti per la stabilità del nostro sistema sociale. Bisogna partire dalla constatazione che essi sono nati e cresciuti in Italia, che molto spesso non hanno un altro paese dove tornare e che hanno sviluppato esperienze di vita, legami sociali e orientamenti culturali all'interno del contesto in cui sono stati allevati".
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