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Perse la vita un anno fa, la perizia non è ancora pronta

Perse la vita un anno fa, la perizia non è ancora pronta

Ieri era la festa della mamma. Ma per due figli giovanissimi, uno di 16, l'altro di 10, è stata la giornata che ha segnato un anno dalla morte, ancora senza spiegazioni, della mamma. Un anno durante il quale il loro padre, Giuliano Strazzeri, ha sollecitato più volte di sapere cosa è accaduto a sua moglie.

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PISA. Ieri era la festa della mamma. Ma per due figli giovanissimi, uno di 16, l'altro di 10, è stata la giornata che ha segnato un anno dalla morte, ancora senza spiegazioni, della mamma. Un anno durante il quale il loro padre, Giuliano Strazzeri, ha sollecitato più volte di sapere cosa è accaduto a sua moglie.

I consulenti nominati infatti dal pm Miriam Pamela Romano alla scomparsa di Margherita Giacomazzi, avvocata siciliana di 42 anni, spirata all'ospedale Santa Chiara dopo un intervento in clinica otorino, non hanno ancora consegnato i risultati della perizia autoptica eseguita il 16 maggio del 2009.

Avevano sessanta giorni di tempo, ma ad ottobre scorso avevano chiesto una proroga e gli avvocati difensori della famiglia Strazzeri, Giovanni Capria di Pisa e Giovanni Di Benedetto, del foro di Palermo, a gennaio e ad aprile del 2010 hanno presentato richieste formali di sollecito alla procura perché avvenisse il deposito della consulenza. Dalla procura sarebbe addirittura partita, secondo indiscrezioni, fra gennaio ed aprile, una diffida ai propri consulenti, la dottoressa Mirella Ghelardi di Pisa e il prof. Graziano Pisano, direttore dell'unità operativa di chirurgia toracica dell'ospedale di Crema, ma finora, ad un anno dall'autopsia, la perizia non è stata depositata.

«È amaro e imbarazzante - commenta Giovanni Strazzeri - rispondere alle pressanti domande dei miei figli e constatare questo increscioso ritardo che amplifica le nostre già insopportabili sofferenze». Le indagini seguite alla morte dell'avvocato siciliano hanno portato sotto inchiesta, per omicidio colposo, sette camici bianchi del nostro ospedale. Si tratta del direttore di chirurgia generale, Paolo Miccoli, e di due medici della stessa unità operativa, David Galleri, e Piero Berti, di un otorino, Augusto Casani, e di tre anestesisti, il direttore dell'unità operativa di anestesia, Francesco Giunta, e due medici del suo reparto, Ginetta Lagomarzini e Gabriella Licitra.

Margherita Giacomazzi, affetta da un carcinoma della tiroide e operata l'8 maggio 2009, era morta in terapia intensiva il 10. Nella denuncia i familiari sostengono di aver segnalato una serie di problemi (difficoltà respiratorie, gonfiore, ematomi) la cui sottovalutazione avrebbe portato la paziente a due arresti cardiaci, senza che nessuno nel pomeriggio e la notte seguenti all'operazione, se ne accorgesse.

I consulenti del pm erano stati nominati il 15 maggio e l'autopsia si era svolta il 16 alla presenza dei periti di parte, Paolo Procacciati ed Emiliano Maresi.Tutti sembravano concordi per un arresto cardiaco dovuto ad una emorragia dopo un intervento alla tiroide in scopia. Dopo i solleciti dei difensori della famiglia, Gherardi e Pisano ad aprile avevano replicato che «a completamento delle indagini era opportuno procedere anche al dosaggio di alcune frazioni ematiche su un campione di siero».

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