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Pisa

I ricercatori precari chiedono all'ateneo di bandire i concorsi

I ricercatori precari chiedono all'ateneo di bandire i concorsi

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PISA. I ricercatori precari dell'Università lanciano un appello: «Il piano di prepensionamento è riuscito, si convochi al più presto la Commissione sviluppo per bandire i concorsi».  «L'acceso dibattito che sta animando in questi giorni l'Università - si legge in una nota - ha purtroppo riservato un assordante silenzio alla condizione dei ricercatori precari, coloro che dovrebbero garantire il futuro del nostro ateneo. Le polemiche in corso rischiano di mettere a repentaglio l'efficacia del provvedimento assunto dal Senato accademico nella seduta del 23 aprile scorso. In quell'occasione era stata finalmente confermata la scelta di avviare il percorso che dovrebbe condurre alla stabilizzazione degli 89 tecnici-amministrativi e, congiuntamente, al bando dei 68 posti da ricercatore».  L'Assemblea dei ricercatori precari «guarda con estrema preoccupazione al profilarsi di una possibile impasse che, implicando il rinvio dell'intervento, ne metterebbe a rischio l'effettiva realizzazione. Non possiamo concordare con l'idea che per procedere a bandi e stabilizzazioni occorra attendere i 60 giorni di tempo entro i quali i ricercatori coattivamente prepensionati potrebbero avanzare ricorso. Riteniamo che sussistano già ora tutte le condizioni per bandire i concorsi e ribadiamo le ragioni di urgenza che incombono sul destino di questa operazione».  «Non c'è più tempo, e non ci sono più reali motivi, dunque, per rinviare l'attuazione di un piano che contribuirebbe ad avviare il ricambio generazionale all'interno dell'Università di Pisa - dicono i precari - e consentirebbe di difendere l'eccellenza delle attività di ricerca e di didattica tante volte rivendicata anche dallo stesso rettore, prof. Pasquali. Chiediamo pertanto che venga al più presto convocata la Commissione sviluppo allo scopo di istruire le procedure necessarie ad attuare la decisione del Senato accademico».

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