Il Tirreno

Pisa

Un consiglio aperto sugli spazi che mancano

Carlo Palotti

La proposta parte da Arci Ragazzi, Biblioteca Serantini e Progetto Rebeldìa

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 PISA. Arci Ragazzi, Biblioteca Serantini e Progetto Rebeldia si uniscono in difesa degli spazi sociali e autogestiti presenti in città. Ieri hanno tenuto una conferenza stampa davanti a Palazzo Gambacorti.  Le tre delle realtà aggregative e culturali più attive sul territorio, chiedono alla Giunta di riconoscere e affrontare il problema in un consiglio comunale aperto ai cittadini.  Gli spazi sociali e culturali sono l'anima di qualsiasi città. L'azione politica che non guardi con attenzione e programmazione a tali esigenze, deve fare un passo indietro e riflettere sul proprio operato. Questo in sintesi, è il motivo alla base della raccolta firme promossa dalle tre associazioni ed indirizzata alla giunta comunale.  «Chiediamo alle amministrazioni - dice Franco Bertolucci, della Biblioteca Franco Serantini e primo firmatario della proposta - un'apertura al dialogo. Da novembre 2009 la convenzione relativa agli spazi della Biblioteca Serantini è scaduta; vorremmo aprire un dibattito che guardi alla destinazione definitiva del nostro patrimonio librario».  Con la raccolta firme si è voluto dare una scossa all'azione dell'amministrazione comunale, avanzando la richiesta di un consiglio aperto e dedicato alla risoluzione del problema degli spazi in concessione alle associazioni. «Ci siamo uniti - dice Stefano Gallo. del Progetto Rebeldia - perché i problemi dei singoli gruppi presentano dei tratti in comune. Vogliamo rimarcare la mancanza di trasparenza e la chiusura delle istituzioni sul tema degli spazi in concessione all'associazionismo».  Ora la parola passerà al consiglio comunale. «La richiesta delle tre associazioni - dice il presidente del consiglio comunale, Titina Maccioni - è appena arrivata. Costruiremo l'iter necessario e il consiglio voterà».

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