LA LOTTA ALLO SMOG
Traffico a Pisa, un altro stop ora si fermano le targhe pari
È il quarto sforamento consecutivo e l’amministrazione comunale ha deciso di inasprire le misure
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Ci risiamo. Anche venerdì si chiude alle auto dei pendolari con targa pari. Il blocco di mercoledì con migliaia di automobilisti in coda è stato un sacrificio inutile per abbattere le polveri sottili. Nella centralina di piazza del Rosso, il valore delle Pm10 è stato di 53 microgrammi per metro cubo quando il limite è di 50.
È il quarto sforamento consecutivo e l’amministrazione comunale ha deciso di inasprire le misure anti- smog puntando a limitare l’uso delle caldaie per il riscaldamento degli edifici pubblici e privati. Per tutti (eccetto le deroghe per ospedali, case di riposo, asili, scuole materne...) ci sarà l’obbligo di passare da 20 a 18 gradi per un massimo di quattro ore al giorno. Inoltre, oggi il Comune spegnerà il riscaldamento in tutte le sue sedi (palazzo Gambacorti, palazzo Mosca, Palazzo Cevoli, la sede della polizia municipale) per dare l’esempio di volere affrontare la questione senza se e senza ma.
E lancia l’appello affinché siano spente le caldaie anche a privati e istituzioni pubbliche come l’università di Pisa, la Scuola Normale Superiore, la Scuola Sant’Anna, il Cnr, la Provincia. Sicuramente, gli amministratori pisani avvrebbero voluto ricevere, ieri mattina, da Arpat la notizia che mercoledì - dopo quelle due ore infernali di code e caos - i limiti delle Pm10 fossero rientrati all’interno di livelli consentiti dalla legge.
Invece, così non è stato. «Sappiamo bene che l’emissione dei gas di scarico delle auto e i fumi del riscaldamento - ha spiegato l’assessore all’ambiente Federico Eligi - incidono solo per il 30% nella formazione delle polveri sottili. Siamo intervenuti sulle auto dei non residenti con il metodo delle targhe alterne proprio perché la penetrazione di queste auto è stimata nell’ordine di 50mila al giorno. Poiché non è bastato, continueremo su questa strada e inoltre andiamo a limitare anche l’uso del riscaldamento».
È il quarto sforamento consecutivo e l’amministrazione comunale ha deciso di inasprire le misure anti- smog puntando a limitare l’uso delle caldaie per il riscaldamento degli edifici pubblici e privati. Per tutti (eccetto le deroghe per ospedali, case di riposo, asili, scuole materne...) ci sarà l’obbligo di passare da 20 a 18 gradi per un massimo di quattro ore al giorno. Inoltre, oggi il Comune spegnerà il riscaldamento in tutte le sue sedi (palazzo Gambacorti, palazzo Mosca, Palazzo Cevoli, la sede della polizia municipale) per dare l’esempio di volere affrontare la questione senza se e senza ma.
E lancia l’appello affinché siano spente le caldaie anche a privati e istituzioni pubbliche come l’università di Pisa, la Scuola Normale Superiore, la Scuola Sant’Anna, il Cnr, la Provincia. Sicuramente, gli amministratori pisani avvrebbero voluto ricevere, ieri mattina, da Arpat la notizia che mercoledì - dopo quelle due ore infernali di code e caos - i limiti delle Pm10 fossero rientrati all’interno di livelli consentiti dalla legge.
Invece, così non è stato. «Sappiamo bene che l’emissione dei gas di scarico delle auto e i fumi del riscaldamento - ha spiegato l’assessore all’ambiente Federico Eligi - incidono solo per il 30% nella formazione delle polveri sottili. Siamo intervenuti sulle auto dei non residenti con il metodo delle targhe alterne proprio perché la penetrazione di queste auto è stimata nell’ordine di 50mila al giorno. Poiché non è bastato, continueremo su questa strada e inoltre andiamo a limitare anche l’uso del riscaldamento».
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