TANTISSIMI ANCHE GLI ITALIANI
Raddoppiano gli homeless
Angela Feo
Una città sempre più povera, dove negli ultimi 10 anni sono raddoppiati i "senza dimora". Ma che non si arrende e continua ad investire nel sociale. E' quanto emerge dal convegno che si è svolto ieri mattina alla stazione Leopolda, dal titolo significativo: "Accogliere, promuovere e mediare nel contesto della marginalità sociale"
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PISA. Una città sempre più povera, dove negli ultimi 10 anni sono raddoppiati i "senza dimora". Ma che non si arrende e continua ad investire nel sociale. E' quanto emerge dal convegno che si è svolto ieri mattina alla stazione Leopolda, dal titolo significativo: "Accogliere, promuovere e mediare nel contesto della marginalità sociale", promosso dalla Società della Salute della Zona Pisana e dal Comune di Pisa, in occasione del primo anniversario del centro per i senza tetto di Porta a Mare.
Nel 2000, da uno studio molto accurato realizzato dalla Caritas diocesana e dall'Università, risultava che nella zona pisana gli homeless fossero circa 80; nel 2009 negli archivi della Società della Salute e del Comune si contano circa 150 persone senza fissa dimora. Tra questi, 61 hanno dormito nella struttura di Porta a Mare per più di 40 notti e 85 sono le persone che vivono "stabilmente" in strada.
Il numero è anche maggiore se si considerano gli homeless di passaggio, cioè coloro che hanno usufruito dell'asilo notturno in via Conte Fazio anche per un breve periodo: si arriva allora a 260, ben il 41% in più rispetto al 2006. All'origine della crescita vi è senza dubbio l'aumento dei cittadini stranieri che vivono in condizioni precarie, che dal 2006 al 2009 sono aumentati del 55%, contro il 27% della componente di origine italiana.
Un'inversione di tendenza però c'è stata, e si è realizzata proprio negli ultimi 12 mesi, in cui l'aumento più rilevante riguarda i cittadini italiani (+34%), contro il 15% degli stranieri. Tanti anche i pisani e i toscani, oltre un terzo degli italiani passati dal centro di accoglienza.
Più numerosi gli uomini: 208 contro 52 donne. Mentre per quanto riguarda la distribuzione anagrafica, se la componente straniera è più numerosa nelle classi d'età più giovani (l'81% ha meno di 50 anni), quella italiana invece si concentra prevalentemente nella fascia più anziana (il 74% ha più di 40 anni.
Il quadro non è certo roseo. "E' vero, il numero dei più deboli che necessitano un servizio sociale è aumentato - commenta l'assessore alle politiche sociali del Comune di Pisa, Maria Paola Ciccone - Per questo come risposta ai tagli del governo centrale la nostra Amministrazione nel bilancio appena approvato ha aumentato gli investimenti sul sociale".
Nel 2000, da uno studio molto accurato realizzato dalla Caritas diocesana e dall'Università, risultava che nella zona pisana gli homeless fossero circa 80; nel 2009 negli archivi della Società della Salute e del Comune si contano circa 150 persone senza fissa dimora. Tra questi, 61 hanno dormito nella struttura di Porta a Mare per più di 40 notti e 85 sono le persone che vivono "stabilmente" in strada.
Il numero è anche maggiore se si considerano gli homeless di passaggio, cioè coloro che hanno usufruito dell'asilo notturno in via Conte Fazio anche per un breve periodo: si arriva allora a 260, ben il 41% in più rispetto al 2006. All'origine della crescita vi è senza dubbio l'aumento dei cittadini stranieri che vivono in condizioni precarie, che dal 2006 al 2009 sono aumentati del 55%, contro il 27% della componente di origine italiana.
Un'inversione di tendenza però c'è stata, e si è realizzata proprio negli ultimi 12 mesi, in cui l'aumento più rilevante riguarda i cittadini italiani (+34%), contro il 15% degli stranieri. Tanti anche i pisani e i toscani, oltre un terzo degli italiani passati dal centro di accoglienza.
Più numerosi gli uomini: 208 contro 52 donne. Mentre per quanto riguarda la distribuzione anagrafica, se la componente straniera è più numerosa nelle classi d'età più giovani (l'81% ha meno di 50 anni), quella italiana invece si concentra prevalentemente nella fascia più anziana (il 74% ha più di 40 anni.
Il quadro non è certo roseo. "E' vero, il numero dei più deboli che necessitano un servizio sociale è aumentato - commenta l'assessore alle politiche sociali del Comune di Pisa, Maria Paola Ciccone - Per questo come risposta ai tagli del governo centrale la nostra Amministrazione nel bilancio appena approvato ha aumentato gli investimenti sul sociale".
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