Il Tirreno

Pisa

Condannati per concussione

Volevano soldi per non ritirare la patente

Candida Virgone
Un agente della Polstrada controlla una patente di guida
◗
Un agente della Polstrada controlla una patente di guida

La patente le serve? Un modo per non farsela ritirare ci sarebbe. Faccia un'offerta. Guardi che il lavoro è tanto, il rischio è grosso. Non si fa niente per niente... Queste alcune delle frasi che sarebbero state dette da due agenti della Polizia stradale di Empoli a due automobilisti, gli stessi che li hanno inchiodati e fatti condannare.

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. La patente le serve? Un modo per non farsela ritirare ci sarebbe. Faccia un'offerta. Guardi che il lavoro è tanto, il rischio è grosso. Non si fa niente per niente... Queste alcune delle frasi che sarebbero state dette da due agenti della Polizia stradale di Empoli a due automobilisti, gli stessi che li hanno inchiodati e fatti condannare.

Accusati dalla procura di Pisa di aver chiesto del danaro in cambio del mancato ritiro del permesso di guida (dopo la contestazione, ampiamente messa in dubbio dai guidatori, di un supposto eccesso di velocità), i due sono stati condannati a due anni di pena, l'altra mattina, in tribunale.

Sul banco degli imputati Massimo Falconetti, 37 anni, pisano, e Riccardo Piazzini, 39 anni, livornese, tutti e due difesi dall'avvocato Romano Corsinovi, del foro di Empoli. Davanti al primo collegio, presieduto da Angelo Perrone con a latere Marco Dell'Omo e Giulio Cesare Cipolletta, dovevano rispondere di due gravi episodi, uno di concussione, l'altro di tentata concussione.

Tutto inizia nella primavera del 2006, quando un automobilista denuncia un singolare episodio alla procura di Pisa. I fatti risalgono al marzo. L'uomo racconta di essere stato fermato mentre viaggiava sulla superstrada Firenze-Pisa-Livorno, all'altezza di San Miniato. I due agenti gli contestano di aver superato il limite di velocità (90) di ben 40 chilometri, il ché prevede il ritiro della patente. L'uomo ammette che andava forte, ma mette in dubbio che l'andatura effettivamente sostenuta fosse quella registrata dagli agenti. Ne nasce una discussione in seguito alla quale, secondo il racconto dell'automobilista, i due gli avrebbero detto: guardi che un modo per aggirare l'ostacolo ci sarebbe. Il malcapitato a quel punto mette mano al portafogli e consegna agli agenti 250 euro. Ma poi ci ripensa e sporge denuncia alla polizia giudiziaria di Pisa.

L'inchiesta fu avviata dal pm Giovanni Maddaleni e, scavando, gli inquirenti scoprirono un altro episodio sospetto avvenuto pochi mesi prima. A dicembre 2005, un automobilista, andato a pagare una multa alla polizia stradale di Empoli, aveva fatto capire agli agenti che sotto c'era ben altro e che qualcuno aveva tentato di batter cassa. Raggiunto durante le indagini, aveva vuotato il sacco.

Secondo la sua versione, era stato fermato all'altezza di Ginestra Fiorentina. Anche lui aveva protestato e contestato il calcolo fatto: non viaggiava 40 chilometri sopra il limite di 90. A quel punto gli agenti gli avrebbero chiesto: ma la patente le serve? Spaventato e non sapendo che pesci prendere, l'uomo avrebbe fatto finta di non capire ed avrebbe risposto che facessero pure il verbale. Aveva preferito pagare la multa, ma giunto alla Polstrada di Empoli aveva fatto intendere agli agenti presenti che qualcuno gli aveva chiesto soldi per non fare il verbale.

Al termine dell'inchiesta, raccolte le dichiarazioni intorno ai due episodi, era scattato il rinvio a giudizio dei due agenti per concussione, in relazione al secondo episodio, e tentata concussione, per il primo.

L'altra mattina in tribunale è arrivata la sentenza: il pm ha chiesto per Falconetti e Piazzini la pena di due anni e tre mesi. Il tribunale li ha condannati a due anni.

Nessun provvedimento disciplinare sarebbe stato preso a carico dei due poliziotti. La Polstrada di Firenze, competente sul caso, resterebbe in attesa di una sentenza definitiva prima di decidere in materia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani