UNIVERSITÀ AL BIVIO
Prepensionamenti, giorno decisivo
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Il Rettore prima dell’inzio di un Senato accademicoAlla vigilia della riunione del Senato accademico sulla delicata questione dei prepensionamenti all'Università, si registra un appello congiunto di ricercatori precari, tecnici-amministrativi stabilizzandi e studenti di Sinistra Per, in cui si chiede di dare corso al provvedimento già individuato dal Senato il 9 febbraio scorso
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PISA. Alla vigilia della riunione del Senato accademico sulla delicata questione dei prepensionamenti all'Università, si registra un appello congiunto di ricercatori precari, tecnici-amministrativi stabilizzandi e studenti di Sinistra Per, in cui si chiede di dare corso al provvedimento già individuato dal Senato il 9 febbraio scorso.
Provvedimento che prevede l'incentivazione al prepensionamento rivolta a docenti e ricercatori, «che non risolve - si legge nell'appello - i problemi di sistema, ma potrebbe consentire la liberazione di risorse preziose a sostegno del reclutamento».
«Secondo le previsioni stimate - dicono ricercatori precari, amministrativi stabilizzandi e studenti di Sinistra Per che sono addivenuti per la prima volta a stilare un documento comune - qualora l'iniziativa riuscisse, sarebbe possibile risolvere la situazione degli 89 tecnici-amministrativi in legittima attesa di stabilizzazione e contemporaneamente bandire 68 nuovi posti da ricercatore».
«Si tratta con tutta probabilità - dice ancora l'appello - dell'ultima occasione a nostra disposizione per fare fronte con nuovo personale al drammatico invecchiamento della nostra Università, dal momento che il dibattito parlamentare sulla "legge Gelmini" bloccherà per mesi qualunque concorso. In una situazione così difficile si intravvede tuttavia con chiarezza una prima opportunità per rilanciare il nostro ateneo garantendogli concretamente un nuovo futuro».
«Per questo motivo - dice ancora il documento congiunto - per la prima volta con una voce sola tre organizzazioni rappresentative di altrettante componenti del nostro ateneo, gli studenti di Sinistra Per, i ricercatori precari e i tecnici amministrativi del coordinamento stabilizzandi, invitano con decisione l'amministrazione, i presidi, i direttori di dipartimento e tutti i docenti interessati a produrre un convinto impegno, realmente fattivo, a sostegno dell'operazione. Un impegno che esigiamo sia finalmente all'insegna della trasparenza e del coinvolgimento di tutto il mondo universitario. Quella che chiediamo con questo appello è una semplice, ma indispensabile, assunzione di responsabilità. Un'assunzione di responsabilità che ci auguriamo di poter già verificare in occasione del Senato accademico di domani».
Per i ricercatori precari, i tecnici amministrativi stabilizzandi e per gli studenti di Sinistra Per, infine, «la politica di tagli progressivi avviata dal governo con la legge 133/2008 ha messo in ginocchio molti atenei italiani; per le sue caratteristiche strutturali, l'Università di Pisa rischia di pagare un prezzo più alto di altri per la drastica contrazione delle risorse disponibili. I tagli intervengono difatti in una fase di transizione molto delicata, contraddistinta dall'esigenza sempre più incalzante di ricambio generazionale».
Provvedimento che prevede l'incentivazione al prepensionamento rivolta a docenti e ricercatori, «che non risolve - si legge nell'appello - i problemi di sistema, ma potrebbe consentire la liberazione di risorse preziose a sostegno del reclutamento».
«Secondo le previsioni stimate - dicono ricercatori precari, amministrativi stabilizzandi e studenti di Sinistra Per che sono addivenuti per la prima volta a stilare un documento comune - qualora l'iniziativa riuscisse, sarebbe possibile risolvere la situazione degli 89 tecnici-amministrativi in legittima attesa di stabilizzazione e contemporaneamente bandire 68 nuovi posti da ricercatore».
«Si tratta con tutta probabilità - dice ancora l'appello - dell'ultima occasione a nostra disposizione per fare fronte con nuovo personale al drammatico invecchiamento della nostra Università, dal momento che il dibattito parlamentare sulla "legge Gelmini" bloccherà per mesi qualunque concorso. In una situazione così difficile si intravvede tuttavia con chiarezza una prima opportunità per rilanciare il nostro ateneo garantendogli concretamente un nuovo futuro».
«Per questo motivo - dice ancora il documento congiunto - per la prima volta con una voce sola tre organizzazioni rappresentative di altrettante componenti del nostro ateneo, gli studenti di Sinistra Per, i ricercatori precari e i tecnici amministrativi del coordinamento stabilizzandi, invitano con decisione l'amministrazione, i presidi, i direttori di dipartimento e tutti i docenti interessati a produrre un convinto impegno, realmente fattivo, a sostegno dell'operazione. Un impegno che esigiamo sia finalmente all'insegna della trasparenza e del coinvolgimento di tutto il mondo universitario. Quella che chiediamo con questo appello è una semplice, ma indispensabile, assunzione di responsabilità. Un'assunzione di responsabilità che ci auguriamo di poter già verificare in occasione del Senato accademico di domani».
Per i ricercatori precari, i tecnici amministrativi stabilizzandi e per gli studenti di Sinistra Per, infine, «la politica di tagli progressivi avviata dal governo con la legge 133/2008 ha messo in ginocchio molti atenei italiani; per le sue caratteristiche strutturali, l'Università di Pisa rischia di pagare un prezzo più alto di altri per la drastica contrazione delle risorse disponibili. I tagli intervengono difatti in una fase di transizione molto delicata, contraddistinta dall'esigenza sempre più incalzante di ricambio generazionale».
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