Il Tirreno

Pisa

CARTELLI TURISTICI

Albergatori sulpiede di guerra

Antonio Scuglia /
Un turista sconsolato davanti ai cartelli oscurati
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Un turista sconsolato davanti ai cartelli oscurati

«Grottesco, surreale, inaccettabile». La Pro Service e un nutrito gruppo di operatori alberghieri criticano Comune e Sepi sulla vicenda dei cartelli stradali e si preparano a dare battaglia in sede legale. Ne hanno parlato ieri all'hotel Duomo Romano Gambini (vicepresidente della Pro Service) con l'avvocato Andrea Pieri, la titolare dell'hotel Minerva Rita Paciello e l'avvocato Giorgio Benedetti

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PISA. «Grottesco, surreale, inaccettabile». La Pro Service e un nutrito gruppo di operatori alberghieri criticano Comune e Sepi sulla vicenda dei cartelli stradali e si preparano a dare battaglia in sede legale. Ne hanno parlato ieri all'hotel Duomo Romano Gambini (vicepresidente della Pro Service) con l'avvocato Andrea Pieri, la titolare dell'hotel Minerva Rita Paciello e l'avvocato Giorgio Benedetti.

«E' una situazione - dice Pieri - che sarebbe addirittura divertente se non coinvolgesse il lavoro degli operatori del settore. Il comportamento del Comune porta una totale incertezza su una materia che invece era pacifica e trasparente fin dal 1994 per un accordo fra lo stesso Comune di Pisa e l'associazione degli albergatori. La scelta della Sepi di imporre il pagamento di una tassa è improvvida: ci sono realtà locali anche vicine che hanno effettuato scelte opposte. Abbiamo letto dichiarazioni, di fonti istituzionali, che parlano di deregulation o far west a Pisa. Ma quale deregulation se si è sempre agito sulla base di un accordo sottoscritto con palazzo Gambacorti?». Pieri definisce poi «grottesco l'intervento che impone il ripristino dei cartelli: l'intervento del sindaco in questo senso svela la contraddizione fra polizia municipale e Sepi sulla natura dei cartelli».

L'intervento nella vicenda dell'avvocato Benedetti è iniziato con l'opposizione dell'hotel Duomo, presto seguito da altri operatori, alla decisione della Sepi di tassare i cartelli sostenendone la sostanziale natura pubblicitaria: «Siamo rimasti stupiti dall'inizio e siamo stati subito contrari, diversamente da altri, ad accettare gli avvisi della Sepi. Perché l'origine di questa cartellonistica, datata 16 anni fa, risale a un rapporto di collaborazione fra lo stesso Comune e gli operatori del settore, oltre che risiedere nelle norme imposte dal codice della strada. Ora è difficile uscire da questa situazione, con la Sepi che intende tassare i cartelli e la polizia municipale che ci vieta di toglierli se non siamo d'accordo».

E' un problema politico ma anche legale: «Noi come alberghi, con la cartellonistica stradale, non rientriamo nella disciplina della pubblicità. I nostri cartelli sono obbligatori per legge anche nella loro veste grafica per evitare intralcio alla circolazione». E la sentenza richiamata dalla Sepi, con la quale la Cassazione direbbe sì alla tassazione di quei cartelli? «E' strumentale. La sentenza 23383/2009 della Cassazione riguarda tutt'altra cosa, ovvero i segnali dei ristoranti lungo le autostrade». Presso la Sepi sono state già depositate le istanze di riesame in via di autotutela. «Vedremo cosa faranno - affermano gli avvocati. - E' ovvio che siamo disposti ad andare avanti, in tutte le sedi opportune». Infine, un'annotazione curiosa: «I Comuni che comunque tassano i cartelli, fanno pagare 17 euro. A Pisa si arriva a 44 euro, con una maggiorazione del 150% senza motivazione né spiegazione».

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