Italia
SOLIDARIETA'
I medici pisani tornano dall'inferno di Haiti
Abbiamo curato oltre 300 pazienti, la metà dei quali erano bambini, e ci siano trovati a operare in condizioni di estrema difficoltà perchè la situazione di Haiti è davvero ancora drammatica". Lo ha detto il team leader del Gruppo di chirurgia d'urgenza pisano, Giuseppe Arcidiacono, rientrato a Pisa dalla missione nell'isola devastata dal terremoto.
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PISA. "Abbiamo curato oltre 300 pazienti, la metà dei quali erano bambini, e ci siano trovati a operare in condizioni di estrema difficoltà perchè la situazione di Haiti è davvero ancora drammatica".
Lo ha detto il team leader del Gruppo di chirurgia d'urgenza pisano, Giuseppe Arcidiacono, rientrato a Pisa dalla missione nell'isola devastata dal terremoto.
"Per lo più abbiamo assistito pazienti con gravi ferite da trauma e fatto amputazioni anche a causa delle infezioni subite - ha spiegato Arcidiacono - anche se nel caso dei bambini abbiamo operato nell'ottica di salvare loro il più possibile gli arti e credo che ci siamo riusciti, anche se moltissimi sono arrivati in condizioni decisamente critiche".
Quella di Haiti, per il gruppo pisano, che ha lavorato sotto il coordinamento della Protezione civile italiana nell'ambito del progetto europeo Pisarte. (Pisa advanced response team in emergency), è stata una missione moto dura: "Forse la situazione più difficile nella quale abbiamo operato - ha concluso Arcidiacono - in questi 25 anni di missioni.
Haiti ha ancora bisogno di tutto e sull'isola sta operando un secondo gruppo di nostri colleghi. La situazione è estremamente complicata e noi stessi, il primo giorno, abbiamo lavorato con centinaia di corpi ammassati senza sapere chi fosse ancora vivo e chi già morto".
Lo ha detto il team leader del Gruppo di chirurgia d'urgenza pisano, Giuseppe Arcidiacono, rientrato a Pisa dalla missione nell'isola devastata dal terremoto.
"Per lo più abbiamo assistito pazienti con gravi ferite da trauma e fatto amputazioni anche a causa delle infezioni subite - ha spiegato Arcidiacono - anche se nel caso dei bambini abbiamo operato nell'ottica di salvare loro il più possibile gli arti e credo che ci siamo riusciti, anche se moltissimi sono arrivati in condizioni decisamente critiche".
Quella di Haiti, per il gruppo pisano, che ha lavorato sotto il coordinamento della Protezione civile italiana nell'ambito del progetto europeo Pisarte. (Pisa advanced response team in emergency), è stata una missione moto dura: "Forse la situazione più difficile nella quale abbiamo operato - ha concluso Arcidiacono - in questi 25 anni di missioni.
Haiti ha ancora bisogno di tutto e sull'isola sta operando un secondo gruppo di nostri colleghi. La situazione è estremamente complicata e noi stessi, il primo giorno, abbiamo lavorato con centinaia di corpi ammassati senza sapere chi fosse ancora vivo e chi già morto".
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