Italia
Alluvione
Venti persone evacuatema l'allarme diminuisce
Antonio Scuglia
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Una zona allagata nel comune di Vecchiano, sotto Bertolaso e il fontanazzo fotografato prima che l’argine del Serchio cedesseL'allarme è quasi cessato, ma una ventina di persone abitanti nella zona di via Nuova fra Migliarino e Nodica ieri sono state costrette all'evacuazione dalle loro abitazioni, dove sperano di fare ritorno stamani
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PISA. L'allarme è quasi cessato, ma una ventina di persone abitanti nella zona di via Nuova fra Migliarino e Nodica ieri sono state costrette all'evacuazione dalle loro abitazioni, dove sperano di fare ritorno stamani.
La prefettura di Pisa ha emanato infatti «una ordinanza di preallerta per il comune di Vecchiano», ha detto ieri mattina il prefetto Benedetto Basile riguardante le case vicino all'argine del Serchio.
Intanto il primo picco di piena era passato «ma non ci sono stati problemi di sorta», affermava il vicecapo dipartimento della protezione civile nazionale Bernardo De Bernardinis, che si trovava sull'argine.
Il problema era che sull'argine ricostruito a Nodica sul fiume Serchio un'infiltrazione faceva affluire acqua nella zona di bonifica già alluvionata, creando un piccolo lago artificiale. «Da questa mattina alla 5.30 ci siamo accorti di questa criticità e la stiamo monitorando e tamponando posizionando nella zona argilla per impermeabilizzare il più possibile la massicciata. Lo avevamo previsto e la situazione è sotto controllo: tutto questo non crea allarme», ha spiegato Claudio Chiavacci, comandante provinciale dei vigili del fuoco.
Nel primo pomeriggio è quindi arrivato Guido Bertolaso, capo del Dipartimento nazionale della protezione civile: prima ha effettuato in elicottero un sopralluogo nelle zone alluvionate, poi vi è tornato in auto. Dopo una riunione operativa presso la 46/a Brigata Aerea ha quindi riferito alla stampa sull'andamento dei lavori e sul sostanziale cessato allarme.
In giornata era stata interrotta la statale 67 bis dell'Arnaccio a nord della località Biscottino, per fronteggiare la piena del fosso che costeggia la carreggiata e che in alcuni punti ha compromesso gli argini.
L'Arno intanto era brutto da vedere ma non particolarmente preoccupante in città, nonostante, riferiva l'assessore regionale alla protezione civile Marco Betti, gli oltre mille metri cubi al secondo di portata.
Parole di elogio sono state spese dal presidente della Provincia Andrea Pieroni per «i dipendenti della Provincia di Pisa che sono stati eroici in questi tre giorni nel lavoro di ricostruzione della barriera arginale a Nodica. Circa 120 persone hanno lavorato 24 ore al giorno sull'argine - ha aggiunto - per permettere agli abitanti dell'area alluvionata a Natale di non correre altri pericoli. Ora però occorre affrontare, anche con il Governo del Paese, il tema dell'assetto idrogeologico del nostro territorio sul quale insistono il bacino del Serchio e dell'Arno e il fiume Era. Servono risorse per lavorare nel campo della prevenzione».
Al momento la quantificazione dei danni non è possibile in modo preciso, ma di parla di circa 100 milioni di euro. Ancora Pieroni: «Nella zona di Migliarino sono state colpite circa 150 aziende industriali e un centinaio di aziende agricole, che interessano tremila posti di lavoro. Bisogna ripartire al più presto per salvare tutti questi posti».
Un lettore, Pier Luigi Cavaglià, ci ha intanto inoltrato una foto pubblicata dal giornale online La voce del Serchio sul fontanazzo nel punto il cui il Serchio ha ceduto: «Lascio ogni commento ai tecnici competenti».
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