Il Tirreno

Pisa

C-130 PRECIPITATO ALL'AEROPORTO

Sabato i funerali solennia Pisa sarà lutto cittadino

Sabato i funerali solennia Pisa sarà lutto cittadino

Saranno celebrati nel Duomo di Pisa. Venerdì pomeriggio sarà allestita la camera ardente nel sacrario di Kindu. Alla base l'attività è tornata regolare, tutta la città si stringe attorno ai famigliari delle vittime della sciagura aerea

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«Entro due giorni il lavoro dei medici legali nominati dalla procura dovrebbe essere ultimato e quindi le salme ci saranno restituite e potremo allestire la camera ardente al tempio di Kindu». Lo ha detto il maggiore Giorgio Mattia, portavoce della 46/esima Brigata aerea, spiegando che «i funerali non si svolgeranno prima di sabato e che, anche per quella data, l'arcivescovo di Pisa, monsignor Benotto, ci ha confermato la disponibilità del Duomo».  

In particolare, è necessario il lavoro della biologa Isabella Spinetti che dovrà, attraverso l'esame del Dna, identificare almeno due delle cinque vittime del disastro aereo di lunedì scorso. Nella prossima settimana i sostituti procuratori Sisto Restuccia e Aldo Mantovani, nomineranno il perito incaricato di analizzare i dati delle scatole nere dell'aereo. «C'è piena collaborazione tra aeronautica e magistratura - ha aggiunto Mattia - nell'indagine che dovrà accertare le cause dell'incidente e abbiamo piena fiducia nel lavoro dei magistrati».

Il lavoro alla base aerea di Pisa non si ferma e già oggi è ripresa l'attività addestrativa. «Ieri ci siamo fermati per rispettare il lutto - ha spiegato il maggiore Giorgio Mattia, portavoce della 46/a Brigata aerea - ma ora l'attività è già tornata regolare». Appena due giorni dopo il tragico schianto sulla ferrovia vicino all'aeroporto militare di un C130-J in volo di addestramento, e a bordo del quale sono morti cinque militari, anche così la base prova a tornare alla normalità. «I nostri aerei - ha aggiunto Mattia - volano in tutto il mondo per portare aiuto alle persone in difficoltà e non possiamo certo fermarci, anche se ciò che abbiamo nel cuore in questo momento lo sappiamo solo noi».

La città però resta vicina ai suoi avieri e alle famiglie delle vittime, supportate da un team di cinque psicologi messi a disposizione dalla Difesa. «In questi giorni molte persone sono venute spontaneamente alla base - ha sottolineato Mattia - per raccontarci ciò che hanno visto. E molte altre ci chiedono quando allestiremo la camera ardente o quando celebreremo i funerali. Sono attestazioni di affetto che ci fanno enormemente piacere. E chiunque voglia venire qui alla base a testimoniarci la loro vicinanza troverà le porte aperte».

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