Ottagono degli Alberoni
«Così mi hanno portato via l'isola»
Candida Virgone
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L’isolotto fortificato che si trova nella laguna di Venezia«Mi fidavo ciecamente del signor Rezzonico: lo avevo conosciuto quando era comandante dei carabinieri di Volterra e vicepretore onorario in tribunale». È iniziato così il lungo racconto dell'avvocato Ranieri Gini, 92 anni impeccabilmente portati, che ha raccontato come in quattro gli hanno portato via un isolotto fortificato nella laguna di Venezia
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PISA. «Mi fidavo ciecamente del signor Rezzonico: lo avevo conosciuto quando era comandante dei carabinieri di Volterra e vicepretore onorario in tribunale». È iniziato così il lungo racconto dell'avvocato Ranieri Gini, 92 anni impeccabilmente portati, che ha raccontato come in quattro gli hanno portato via un isolotto fortificato nella laguna di Venezia, l'antico Ottagono degli Alberoni.
Accusati di truffa Marco Rezzonico, 40 anni, avvocato a Milano, ma notissimo nel Pisano; un suo amico, Donato Gritti, 37 anni, campano come lui; Sabina Guin, 42 anni, di Legnano, probabile prestanome del reale acquirente; il quarto imputato, il russo Mikolay Lyalin. Dopo una serie di vicissitudini giudiziarie, compresi la ricusazione dei legali da parte di Rezzonico quando era intervenuta una trattativa privata che ha fatto rientrare Gini in possesso del bene e i suoi continui malori, ieri mattina l'impegno del pm Giancarlo Dominijanni in concomitanza in un altro dibattimento aveva fatto supporre uno slittamento, da qui l'assenza di Carlo Taormina, attuale difensore del principale imputato. Ma il pm è arrivato e il giudice monocratico Cipolletta ha svolto l'udienza, nominando d'ufficio per Rezzonico e Lyalin gli avvocati Isabella e Irene Saba.
Erano presenti gli avvocati Meoli per Guin e Bartelloni per Gritti. Gini, assistito da Tullio Padovani e da Giulia Padovani, ha raccontato come Rezzonico, lasciata l'Arma e diventato avvocato, gli avesse chiesto di appoggiarsi al suo studio a Pisa e di come gli avesse sottratto i documenti relativi all'isolotto che il maturo legale voleva vendere, «il cui valore, trattandosi di un bene architettonico, è variabile e non oggettivo ma comunque stimato sopra i 5 milioni di euro». Di come infine l'imputato avesse sottratto alla società gestore del bene, la Joeray di Gibilterra, una procura a vendere.
«Ho ritirato la querela contro la signora Guin - ha concluso Gini - perché penso non sapesse e che sia stata una vittima quando me». Cipolletta ha aggiornato l'udienza al 2 dicembre per l'ascolto dei testi dell'accusa.
Accusati di truffa Marco Rezzonico, 40 anni, avvocato a Milano, ma notissimo nel Pisano; un suo amico, Donato Gritti, 37 anni, campano come lui; Sabina Guin, 42 anni, di Legnano, probabile prestanome del reale acquirente; il quarto imputato, il russo Mikolay Lyalin. Dopo una serie di vicissitudini giudiziarie, compresi la ricusazione dei legali da parte di Rezzonico quando era intervenuta una trattativa privata che ha fatto rientrare Gini in possesso del bene e i suoi continui malori, ieri mattina l'impegno del pm Giancarlo Dominijanni in concomitanza in un altro dibattimento aveva fatto supporre uno slittamento, da qui l'assenza di Carlo Taormina, attuale difensore del principale imputato. Ma il pm è arrivato e il giudice monocratico Cipolletta ha svolto l'udienza, nominando d'ufficio per Rezzonico e Lyalin gli avvocati Isabella e Irene Saba.
Erano presenti gli avvocati Meoli per Guin e Bartelloni per Gritti. Gini, assistito da Tullio Padovani e da Giulia Padovani, ha raccontato come Rezzonico, lasciata l'Arma e diventato avvocato, gli avesse chiesto di appoggiarsi al suo studio a Pisa e di come gli avesse sottratto i documenti relativi all'isolotto che il maturo legale voleva vendere, «il cui valore, trattandosi di un bene architettonico, è variabile e non oggettivo ma comunque stimato sopra i 5 milioni di euro». Di come infine l'imputato avesse sottratto alla società gestore del bene, la Joeray di Gibilterra, una procura a vendere.
«Ho ritirato la querela contro la signora Guin - ha concluso Gini - perché penso non sapesse e che sia stata una vittima quando me». Cipolletta ha aggiornato l'udienza al 2 dicembre per l'ascolto dei testi dell'accusa.
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