Il Tirreno

Pisa

COLLETTI BIANCHI NEL MIRINO

Obbligati a restituire 80mila euro di compensi per consulenze esterne

Candida Virgone
Obbligati a restituire 80mila euro di compensi per consulenze esterne

Dovranno versare nelle case comunali circa ottantamila euro in totale, provento di consulenze esterne eseguite senza la necessaria autorizzazione e su cui hanno già pagato le tasse. Sotto accusa dirigenti e dipendenti comunali, dodici persone in tutto, finiti sotto commissione disciplinare a palazzo Gambacorti

2 MINUTI DI LETTURA






PISA. Dovranno versare nelle case comunali circa ottantamila euro in totale, provento di consulenze esterne eseguite senza la necessaria autorizzazione e su cui hanno già pagato le tasse. Sotto accusa dirigenti e dipendenti comunali, dodici persone in tutto, finiti sotto commissione disciplinare a palazzo Gambacorti. Secondo un'apposita legge che regolamenta la questione, infatti, i dipendenti comunali possono fornire servizi esterni a terzi solo dopo averlo comunicato all'ente ed aver ottenuto il previsto placet per farlo. Si tratta di consulenze che ovviamente non devono essere eseguite nei giorni e negli orari di lavoro e delle quali, si diceva, l'ente non può essere tenuto all'oscuro.

La questione sarebbe emersa dopo un'indagine della guardia di finanza, probabilmente normali accertamenti sulle dichiarazioni dei redditi, che hanno portato ad incrociare vari dati ed ad accertare, in anni recenti, l'elusione del regolamento della pubblica amministrazione che prevede la richiesta e l'ottenimento dell'autorizzazione. Si tratta ovviamente di prestazioni di attività esterne al rapporto di lavoro con l'ente e rivolte a soggetti terzi, prestazioni fiscalmente e regolarmente dichiarate. Ovviamente se si fosse trattato di opere eseguite al nero - i secondi lavori e le collaborazioni con studi professionali di cui si sospetta ampiamente l'esistenza - non sarebbe emerso in questa circostanza.

Dalla finanza la palla è passata all'Ispettorato della funzione pubblica presso la presidenza del consiglio dei ministri, che ha segnalato la vicenda ai vertici amministrativi di Palazzo Gambacorti, i quali a loro volta hanno avviato il relativo provvedimento disciplinare e quindi la richiesta del versamento degli importi riscossi nelle casse dell'ente.

Si esclude che l'intervento delle fiamme gialle parta da un ennesimo messaggio anonimo del corvo svolazzante da decenni sul palazzo a seminare veleni segnalando inadempienze vere o solo presunte. Tutto sarebbe partito da normali controlli della finanza sulle dichiarazioni dei cittadini e la questione sarebbe emersa nel periodo compreso fra luglio e settembre. Il provvedimento disciplinare è scattato ad ottobre con le contestazioni e l'invito al dipendente a presentarsi per le controdeduzioni e si concluderà con la restituzione delle somme percepite, fino a questo momento non ancora avvenuta.

In alcuni casi in realtà le cifre contestate sono davvero irrisorie, in altri più consistenti. Si parte da consulenze pagate fino a 40mila euro ad un tecnico e da prestazioni esterne di un operaio per 25mila euro, per scendere ad importi più modesti, 6000, 4000, 1000 euro, fino ad alcune centinaia e alla contestazione, irrisoria invero, ad un professionista, di 33 euro riscossi da terzi.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web