Italia
CittàLirica
Contestazione prima della "Norma" al Verdi
Piero Torrigiani
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Un momento della protesta davanti al teatro VerdiStrapieno, anche forse per la nuova accorta politica di prezzi, il Verdi apre con un titolo di forte richiamo, la Norma, ma anche con una contestazione all'ingresso. Si è trattato di una delegazione sindacale dei musicisti dell'Orchestra ex-CittàLirica, che reclamano di poter lavorare
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PISA. Strapieno, anche forse per la nuova accorta politica di prezzi, il Verdi apre con un titolo di forte richiamo, la Norma, ma anche con una contestazione all'ingresso.
Si è trattato di una delegazione sindacale (Fistel Cisl) dei musicisti dell'Orchestra ex-CittàLirica, che reclamano di poter lavorare, esclusi - per adesso - dall'accordo che ha portato l'Orchestra della Toscana nella lirica a Pisa, Lucca e Livorno. Così mentre Silvia della Benetta deliziava il pubblico con una superba esecuzione di Casta Diva, alla luna della Gallia, i musicisti protestavano di non poter sbarcare il lunario; e se qualche piccola incertezza ha mostrato il Pollione di Francesco Anile, molto grande invece l'incertezza per il futuro di questi lavoratori che accusano l'assessorato alla cultura della Regione Toscana di non far rispettare gli accordi stilati due anni fa.
A Sergio Cortopassi, presidente del cda del teatro, chiediamo se questi musicisti che vogliono continuare a lavorare avranno un futuro nella lirica: «La questione è di carattere generale e non dipende direttamente dai Teatri; oggi non è possibile produrre cultura spesandola a piè di lista, non ci sono le risorse e sarebbe comunque ingiusto. Quest'anno i conti della lirica a Pisa saranno in pareggio. Fra quindici giorni abbiamo una riunione in Regione per individuare risorse che permettano all'Orchestra della Toscana di integrare nei propri organici nuovi musicisti, proprio per la lirica. Questi saranno selezionati fra i professori d'orchestra di CittàLirica, ma dubito che tutti quelli che vi avevano suonato potranno trovare collocazione. Lo sviluppo dei Teatri di tradizione non si può fare inseguendo i grandi teatri e i grandi nomi; sono le operazioni come Opera Studio che segneranno il futuro, e in questo futuro anche per i migliori fra questi artisti ci sarà spazio».
Si è trattato di una delegazione sindacale (Fistel Cisl) dei musicisti dell'Orchestra ex-CittàLirica, che reclamano di poter lavorare, esclusi - per adesso - dall'accordo che ha portato l'Orchestra della Toscana nella lirica a Pisa, Lucca e Livorno. Così mentre Silvia della Benetta deliziava il pubblico con una superba esecuzione di Casta Diva, alla luna della Gallia, i musicisti protestavano di non poter sbarcare il lunario; e se qualche piccola incertezza ha mostrato il Pollione di Francesco Anile, molto grande invece l'incertezza per il futuro di questi lavoratori che accusano l'assessorato alla cultura della Regione Toscana di non far rispettare gli accordi stilati due anni fa.
A Sergio Cortopassi, presidente del cda del teatro, chiediamo se questi musicisti che vogliono continuare a lavorare avranno un futuro nella lirica: «La questione è di carattere generale e non dipende direttamente dai Teatri; oggi non è possibile produrre cultura spesandola a piè di lista, non ci sono le risorse e sarebbe comunque ingiusto. Quest'anno i conti della lirica a Pisa saranno in pareggio. Fra quindici giorni abbiamo una riunione in Regione per individuare risorse che permettano all'Orchestra della Toscana di integrare nei propri organici nuovi musicisti, proprio per la lirica. Questi saranno selezionati fra i professori d'orchestra di CittàLirica, ma dubito che tutti quelli che vi avevano suonato potranno trovare collocazione. Lo sviluppo dei Teatri di tradizione non si può fare inseguendo i grandi teatri e i grandi nomi; sono le operazioni come Opera Studio che segneranno il futuro, e in questo futuro anche per i migliori fra questi artisti ci sarà spazio».
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