Il presidio
POLITICHE SOCIALI
Nuovi tagli, a rischioanche i centri diurni che ospitano disabili
Cinzia Colosimo
Pesante come una scure, ecco la notizia di un ulteriore taglio: 886.127 euro per la zona pisana dal Fondo nazionale delle politiche sociali. Vanno ad aggiungersi ai tagli annunciati a febbraio, portando a 1.635.917 euro la riduzione della quota destinata ai Comuni della Società della Salute pisana
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PISA. Pesante come una scure, ecco la notizia di un ulteriore taglio: 886.127 euro per la zona pisana dal Fondo nazionale delle politiche sociali. Vanno ad aggiungersi ai tagli annunciati a febbraio, portando a 1.635.917 euro la riduzione della quota destinata ai Comuni della Società della Salute pisana. Tagli - è stato spiegato - che avranno serie ripercussioni su servizi e progetti destinati al sociale.
Ieri si è tenuta la prima riunione con i rappresentanti del terzo settore e con i sindacati, per informarli di questo ulteriore taglio, e le risposte di dissenso e preoccupazione non tarderanno ad arrivare.
Secondo Giuseppe Cecchi, direttore della Società della Salute, «tra i servizi maggiormente a rischio, per citarne tre, ci sono i centri diurni per disabili, il dormitorio inaugurato lo scorso marzo in via Conte Fazio, le varie attività consultoriali, che negli anni sono diventati veri e propri servizi alla persona».
«Nella previsione del bilancio per il 2010 - prosegue l'assessore alle politiche sociali e presidente della Società della salute, Maria Paola Ciccone - sarà quindi necessario, da un lato, riassorbire il prevedibile disavanzo corrispondente al mancato trasferimento di 886.127 euro, dall'altro far fronte a minori entrate pari alla stessa cifra, prevedendo una riduzione di costi pari almeno a 1.772.254 euro».
La Regione si è già detta pronta a garantire continuità al Fondo per la non autosufficienza, «su cui il governo ha operato un azzeramento completo, togliendo 28 milioni di euro alla nostra regione». In linea con la legge regionale 66 del 2008, che prevede 80 milioni annui, il sostegno alle famiglie che vivono situazioni difficili per problemi di non autosufficienza verrà quindi assicurato, ma questa manovra comporterà comunque «una riduzione drastica degli spazi e degli ambiti di azione che le amministrazioni potranno utilizzare per operare in pareggio di bilancio».
Tra servizi e progetti, infine, questi ultimi avranno la peggio: «L'area dei progetti, con un valore complessivo di 2.052.254 euro nel 2009, sarà interessata in maniera molto significativa da una riorganizzazione che deve prevedere la diminuzione dei costi per circa il 9% rispetto al bilancio preventivo».
Ieri si è tenuta la prima riunione con i rappresentanti del terzo settore e con i sindacati, per informarli di questo ulteriore taglio, e le risposte di dissenso e preoccupazione non tarderanno ad arrivare.
Secondo Giuseppe Cecchi, direttore della Società della Salute, «tra i servizi maggiormente a rischio, per citarne tre, ci sono i centri diurni per disabili, il dormitorio inaugurato lo scorso marzo in via Conte Fazio, le varie attività consultoriali, che negli anni sono diventati veri e propri servizi alla persona».
«Nella previsione del bilancio per il 2010 - prosegue l'assessore alle politiche sociali e presidente della Società della salute, Maria Paola Ciccone - sarà quindi necessario, da un lato, riassorbire il prevedibile disavanzo corrispondente al mancato trasferimento di 886.127 euro, dall'altro far fronte a minori entrate pari alla stessa cifra, prevedendo una riduzione di costi pari almeno a 1.772.254 euro».
La Regione si è già detta pronta a garantire continuità al Fondo per la non autosufficienza, «su cui il governo ha operato un azzeramento completo, togliendo 28 milioni di euro alla nostra regione». In linea con la legge regionale 66 del 2008, che prevede 80 milioni annui, il sostegno alle famiglie che vivono situazioni difficili per problemi di non autosufficienza verrà quindi assicurato, ma questa manovra comporterà comunque «una riduzione drastica degli spazi e degli ambiti di azione che le amministrazioni potranno utilizzare per operare in pareggio di bilancio».
Tra servizi e progetti, infine, questi ultimi avranno la peggio: «L'area dei progetti, con un valore complessivo di 2.052.254 euro nel 2009, sarà interessata in maniera molto significativa da una riorganizzazione che deve prevedere la diminuzione dei costi per circa il 9% rispetto al bilancio preventivo».
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