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Pisa

ALLARME AI NAVICELLI

Sostanze inquinantigettate nel canale: scattano le indagini

Daniela Salvestroni
Sostanze inquinantigettate nel canale: scattano le indagini

Uno sversamento abusivo di sostanze inquinanti - e non la mancanza di ossigeno - sarebbe la causa della morìa di pesci nel canale dei Navicelli. Della notizia ci siamo già occupati nell'edizione del giornale di ieri, anche se all'inizio pareva appunto che la causa del fenomeno fosse legata alla carenza di ossigeno nell'acqua

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PISA. Uno sversamento abusivo di sostanze inquinanti - e non la mancanza di ossigeno - sarebbe la causa della morìa di pesci nel canale dei Navicelli.
Della notizia ci siamo già occupati nell'edizione del giornale di ieri, anche se all'inizio pareva appunto che la causa del fenomeno fosse legata alla carenza di ossigeno nell'acqua.
In realtà, secondo quanto si è appreso, la situazione sarebbe ben diversa e più grave, poiché dietro la morìa ci sarebbe la mano dell'uomo. Ignoti che hanno versato in acqua sostanze inquinanti.

La denuncia è arrivata dal Comune e dalla Navicelli spa mentre sono in corso le indagini delle forze dell'ordine e le analisi chimiche da parte del dipartimento provinciale di Pisa dell'Arpat, l'agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana.
Al momento, quindi, si aspettano i risultati delle analisi dei campioni d'acqua prelevati, utili per individuare i responsabili, poiché non ci sono segni evidenti lungo il canale. «Si ipotizza uno sversamento abusivo di sostanze inquinanti - ci ha detto il presidente della Navicelli spa Giovandomenico Caridi - ma non possiamo ancora dare notizie certe, in quanto sono in corso le analisi da parte dell'Arpat e le indagini delle forze dell'ordine. Inoltre noi, insieme all'amministrazione comunale, abbiamo chiamato tempestivamente una società per fare la bonifica. Si tratta di un atto veramente riprovevole. Così come i boschi vengono incendiati, anche all'acqua vengono arrecati questo tipo di danni. Le istituzioni si prodigano tanto per l'ambiente e poi in cinque minuti si ritrovano con danni che durano mesi. Le istituzioni, quindi, sono unite nel contrastare e nel fronteggiare questi gesti inconsulti».
I tecnici dell'Arpat sono intervenuti ieri mattina alle 9.30 per i prelievi, ma hanno avuto bisogno dell'aiuto della protezione civile e dei vigili del fuoco per accedere al punto esatto dell'Incile in cui era ben visibile la macchia scura e schiumosa.

«Le analisi chimiche - ci è stato spiegato da una incaricata dell'Arpat - saranno effettuate dai laboratori delle sedi di Pisa, di Massa e di Lucca: a Pisa per le analisi di base e per una eventuale ricerca di metalli, a Massa per la ricerca di sostanze oleose e a Lucca se ci sarà il sospetto della presenza di solventi. I risultati dovrebbero arrivare nel giro di una settimana».
Nella nota inviata ai giornali da parte dell'assessore alle partecipazioni societarie del Comune di Pisa Giovanni Viale e del presidente della Navicelli spa Giovandomenico Caridi è scritto: «Siamo a condannare e recriminare i gesti inconsulti che si sono verificati nei giorni scorsi sul canale dei Navicelli, in particolare c'è stato uno sversamento sul canale da parte di ignoti che ha causato la moria dei pesci, un odore maleodorante e danni a tutto il sistema nella zona dell'incile e nel primo tratto del canale. La Spa Navicelli, il Comune di Pisa e tutte le istituzioni condannano questi gesti di inciviltà e insieme alle forze dell'ordine ci adopereremo per identificare i responsabili di simili gesti inconsulti».

Nel pomeriggio l'assessore Viale ha aggiunto una dichiarazione: «Per il Comune non finisce qui. Oltre alla denuncia fatta ai carabinieri dalla Navicelli Spa, vogliamo capire chi è stato per ottenere il risarcimento dei danni ambientali, economici e d'immagine provocati da quest'atto delinquente. Se qualcuno pensa di farlo di nuovo, sappia che l'amministrazione comunale userà il pugno duro».
Morìe di pesci si erano verificate nel canale dei Navicelli anche in passato e la causa era la carenza di ossigeno, stavolta invece ci sarebbe la mano di uno o più inquinatori sconosciuti.

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