La polizia evita contatti
Solo slogan contro i reduci di Salò
Don Giulio Tam ha celebrato la sua messa a Coltano, dove c'è il cippo che ricorda i caduti e gli internati nazifascisti del campo di prigionia del 1945. Vi ha partecipato una cinquantina di persone, tra reduci, appartenenti alle associazioni combattenti e simpatizzanti di destra
3 MINUTI DI LETTURA
PISA. Don Giulio Tam ha celebrato la sua messa a Coltano, dove c'è il cippo che ricorda i caduti e gli internati nazifascisti del campo di prigionia del 1945. Vi ha partecipato una cinquantina di persone, tra reduci, appartenenti alle associazioni combattenti e simpatizzanti di destra.
Davanti alla scuola Diaz, nei pressi dell'incrocio, si è invece radunata una quarantina di esponenti dei gruppi antifascisti, che il giorno prima avevano dichiarato il loro "no alla presenza dei nazifascisti a Coltano", definita una "gazzarra".
Le forze dell'ordine hanno vigilato ed i due gruppi non sono mai venuti a contatto fra loro.
Un po' di tensione in alcuni frangenti, slogan forti, da una parte e dell'altra. Ma niente più.
Di fatto, entrambe le manifestazioni ci sono state, senza alcuna conseguenza per nessuno e senza alcun incidente.
I reduci della Repubblica Sociale Italiana hanno assistito alla funzione di don Tam, prete lefebvriano noto alle cronache come simpatizzante di Forza Nuova e famoso non solo per le sue posizioni apertamente negazioniste, ma anche per le sue dichiarazioni contro gli immigrati.
Gli "antifascisti pisani", che si erano dati appuntamento alle 8,30 di fronte al Bar Livorno per andare a Coltano, avevano definito inaccettabile «che, proprio nel giorno in cui le amministrazioni locali ricordano la strage fascista a San Biagio, i repubblichini e personaggi che negano l'esistenza dell'olocausto come don Tam, facciano celebrazioni volte solamente ad inneggiare al fascismo mettendo in atto così l'ennesima provocazione».
Anche il sindaco, Marco Filippeschi, attraverso una nota ufficiale, aveva fatto conoscere la sua posizione. «Non sono accettabili dalla coscienza dei nostri cittadini - ha detto il primo cittadino - manifestazioni nostalgiche che contraddicono i principi e le disposizioni della costituzione», aveva detto.
Ogni rischio, dovuto a piccoli focolai di tensione, è stato tenuto sotto controllo dalle forze dell'ordine.
In serata gli "antifascisti pisani", a firma Federico Giusti (dei Cobas), hanno inoltrato un comunicato in cui esprimono la loro «soddisfazione per la riuscita del presidio a Coltano.
L'obiettivo di iniziative come quella dei nostalgici della Repubblica di Salò sono un'autentica minaccia per la democrazia e per le realtà sociali che ogni giorno operano a fianco dei migranti, degli operai colpiti dalla crisi, in difesa dei diritti delle donne e delle minoranze».
La presenza alla messa di giovani esponenti di gruppi fascisti provenienti dalla Toscana dimostra, secondo gli antifascisti pisani, «che il revisionismo storico e l'esaltazione del fascismo si accompagnano ad aggressioni ai danni di omosessuali, di consultori dove si pratica l'aborto, aggressioni ai danni di centri sociali e di sedi di sinistra».
Gli antifascisti sono scesi in piazza come in passato, dicono, «per affermare che la nostra città non offre spazio a chi pratica violenza ed intolleranza».
Davanti alla scuola Diaz, nei pressi dell'incrocio, si è invece radunata una quarantina di esponenti dei gruppi antifascisti, che il giorno prima avevano dichiarato il loro "no alla presenza dei nazifascisti a Coltano", definita una "gazzarra".
Le forze dell'ordine hanno vigilato ed i due gruppi non sono mai venuti a contatto fra loro.
Un po' di tensione in alcuni frangenti, slogan forti, da una parte e dell'altra. Ma niente più.
Di fatto, entrambe le manifestazioni ci sono state, senza alcuna conseguenza per nessuno e senza alcun incidente.
I reduci della Repubblica Sociale Italiana hanno assistito alla funzione di don Tam, prete lefebvriano noto alle cronache come simpatizzante di Forza Nuova e famoso non solo per le sue posizioni apertamente negazioniste, ma anche per le sue dichiarazioni contro gli immigrati.
Gli "antifascisti pisani", che si erano dati appuntamento alle 8,30 di fronte al Bar Livorno per andare a Coltano, avevano definito inaccettabile «che, proprio nel giorno in cui le amministrazioni locali ricordano la strage fascista a San Biagio, i repubblichini e personaggi che negano l'esistenza dell'olocausto come don Tam, facciano celebrazioni volte solamente ad inneggiare al fascismo mettendo in atto così l'ennesima provocazione».
Anche il sindaco, Marco Filippeschi, attraverso una nota ufficiale, aveva fatto conoscere la sua posizione. «Non sono accettabili dalla coscienza dei nostri cittadini - ha detto il primo cittadino - manifestazioni nostalgiche che contraddicono i principi e le disposizioni della costituzione», aveva detto.
Ogni rischio, dovuto a piccoli focolai di tensione, è stato tenuto sotto controllo dalle forze dell'ordine.
In serata gli "antifascisti pisani", a firma Federico Giusti (dei Cobas), hanno inoltrato un comunicato in cui esprimono la loro «soddisfazione per la riuscita del presidio a Coltano.
L'obiettivo di iniziative come quella dei nostalgici della Repubblica di Salò sono un'autentica minaccia per la democrazia e per le realtà sociali che ogni giorno operano a fianco dei migranti, degli operai colpiti dalla crisi, in difesa dei diritti delle donne e delle minoranze».
La presenza alla messa di giovani esponenti di gruppi fascisti provenienti dalla Toscana dimostra, secondo gli antifascisti pisani, «che il revisionismo storico e l'esaltazione del fascismo si accompagnano ad aggressioni ai danni di omosessuali, di consultori dove si pratica l'aborto, aggressioni ai danni di centri sociali e di sedi di sinistra».
Gli antifascisti sono scesi in piazza come in passato, dicono, «per affermare che la nostra città non offre spazio a chi pratica violenza ed intolleranza».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
