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Pisa

Scuola

«No ai contratti di disponibilità»

Due momenti del presidio dei precari
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Due momenti del presidio dei precari

Si è svolto ieri mattina un presidio organizzato dalla Rete dei Precari della Scuola di fronte alla prefettura, in piazza Mazzini, al quale hanno partecipato anche i rappresentanti dei comitati dei genitori e i rappresentanti dei Cobas scuola.

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PISA. Si è svolto ieri mattina un presidio organizzato dalla Rete dei Precari della Scuola di fronte alla prefettura, in piazza Mazzini, al quale hanno partecipato anche i rappresentanti dei comitati dei genitori e i rappresentanti dei Cobas scuola. Una delegazione ha incontrato il vice prefetto Salvatore Di Ciao, esponendogli la situazione.
Al vice-prefetto, in particolare, è stato spiegatoi l taglio effettivo del personale, educativo e ausiliario, e in merito ai rischi per la sicurezza nelle aule in caso di sovraffollamento delle classi.
Una ventina di persone è rimasta all'esterno, issando uno striscione che recitava "La scuola è in equilibrio precario".
«Il vice prefetto ha espresso la sua solidarietà umana nei nostri confronti - ha dichiarato Daniele Ippolito, portavoce dei precari - e ci ha chiesto un parere rispetto ai cosiddetti contratti di disponibilità, proposti dal governo come forma tampone per gli esclusi dalle graduatorie».
«La nostra risposta - ha detto Ippolito - è stata chiara: li riteniamo inadeguati rispetto all'emergenza che si è creata. Questi contratti innanzitutto riguardano solo il personale docente e non gli Ata, creando una prima importante frattura fra il personale scolastico. Prevedono il prolungamento di due mesi dell'indennità di disoccupazione, già percepita dagli insegnanti precari, più la creazione di una graduatoria apposita per coloro che hanno lavorato lo scorso anno e che non sono stati riconfermati. A questi inoltre verrebbero assegnati 12 punti in graduatoria. Sarebbe una sorta di canale privilegiato per gli accessi alle supplenze temporanee, al quale potrebbero attingere gli istituti».
«Dubitiamo fortemente - ha affermato Ippolito - sull'effettiva utilità di questo provvedimento, che di fatto divide ulteriormente il trattamento dei precari».
In merito alla questione di sicurezza e al numero di alunni per classe, il viceprefetto, secondo la delegazione, «attende che ci sia una denuncia formale da parte dei dirigenti scolastici, cosa che a oggi non si è verificata».
Infine, rispetto agli "stati generali" dello scorso venerdì, richiesti dall'assessore provinciale Miriam Celoni, la Rete dei Precari ha mostrato alcune perplessità: «Perché non siamo stati convocati, pur riconoscendo la criticità della situazione? L'assessora avrebbe potuto allargare l'incontro alla Rete e ai Cobas, ad esempio, visto che sulla scuola sono il secondo sindacato attivo in Provincia. Restiamo comunque disponibili ad ogni apertura, non ci interessa il muro contro muro».

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