San Frediano
Fiaccolata tra le lacrimedelle mamme disperate«Vogliamo più controlli»
Sabrina Chiellini
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Alcuni dei momenti maggiormente toccanti che hanno contrassegnato la fiaccolata di ieri sera per le strade del territorio comunale di Cascina in memoria dei giovani morti recentemente in incidenti con la motoIn più di cinquecento hanno attraversato le strade di Cascina per ricordare Luca e Mattia. Due vite spezzate senza un perché.
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SAN FREDIANO. In più di cinquecento hanno attraversato le strade di Cascina per ricordare Luca e Mattia. Due vite spezzate senza un perché: Luca aveva 16 anni quando è morto in un incidente stradale. Mattia ne aveva 17, un mese fa se n'è andato per sempre, dopo una serata trascorsa con gli amici. Non ci sono più, ma la loro voce ritorna nelle canzoni che tanto amavano e che hanno accompagnato il percorso della fiaccolata del dolore e della rabbia. Gli occhi sorridenti di Luca e Mattia invece si possono guardare, illuminati dalle torce. Accompagnano i ricordi e sono lì stampati sulle t-shirt che centinaia di ragazzi e tanti altri partecipanti all'iniziativa hanno indossato. Lacrime, commozione e tanta voglia di gridare che si può fare di più per evitare altre stragi.
A dare coraggio ai ragazzi ci sono anche i genitori di Luca e Mattia, pur nel loro dramma quotidiano. Ci sono le due mamme inconsolabili, Patrizia e Cristina. Il pianto di Cristina, 34 anni, madre di un'altra bambina, non conosce tregua. «Trascorre tutto il giorno davanti alla tomba del figlio - dice un amico di famiglia - e accanto a lei anche il marito. Lo vegliano, lo cercano». E quando arriva nel luogo dov'è morto Mattia non ce la fa a trattenere la disperazione. Cade sulla strada, piange a dirotto. «La morte di Luca e Mattia non deve restare invana», prende la parola lo zio di Mattia, guardando il fosso dove è finita la moto guidata da un'amico di Mattia che si è scontrata con quella di due tunisini clandestini (uno dei quali è morto), che è poi risultata rubata. «Non è possibile che accadano tragedie del genere. Non si può ammazzare una persona perché ci si droga o si è ubriachi, o perché si è clandestini e si viene in Italia andando in giro con mezzi rubati. Siamo tutti fratelli, ma dobbiamo rispettare le leggi». Allo Stato e alle istituzioni i partecipanti chiedono maggiori controlli. «Anche i cittadini devono fare la loro parte. Ai giudici, al questore e al prefetto chiediamo di non essere larghi di maniche. La gente del territorio è indignata di fronte a certe scarcerazioni». In memoria di Luca e Mattia è nata anche un'associazione a cui hanno aderito, in maniera spontanea, cento famiglie. Si batterà per chiedere sicurezza sulle strade. «Da oggi noi ci vigileremo e qualsiasi movimento strano sul territorio sarà subito denunciato alle autorità. Lo facciamo per Luca e Mattia, angeli dateci la forza».
La fiaccolata, partita dal villaggio Santa Maria, si è trasformata in una via crucis con soste e meditazioni lungo il percorso che si è concluso a Cascina, vicino al municipio. All'iniziativa erano presenti anche il sindaco, Moreno Franceschini, ed alcuni assessori e consiglieri comunali. Tra tanti genitori anche altre madri del dolore, che piangono figli uccisi dalla strada. Come la mamma di Samuele Fulceri, di Crespina, anche lui morto nell'auto andata fuori strada, a soli 23 anni.
Sabrina Chiellini
A dare coraggio ai ragazzi ci sono anche i genitori di Luca e Mattia, pur nel loro dramma quotidiano. Ci sono le due mamme inconsolabili, Patrizia e Cristina. Il pianto di Cristina, 34 anni, madre di un'altra bambina, non conosce tregua. «Trascorre tutto il giorno davanti alla tomba del figlio - dice un amico di famiglia - e accanto a lei anche il marito. Lo vegliano, lo cercano». E quando arriva nel luogo dov'è morto Mattia non ce la fa a trattenere la disperazione. Cade sulla strada, piange a dirotto. «La morte di Luca e Mattia non deve restare invana», prende la parola lo zio di Mattia, guardando il fosso dove è finita la moto guidata da un'amico di Mattia che si è scontrata con quella di due tunisini clandestini (uno dei quali è morto), che è poi risultata rubata. «Non è possibile che accadano tragedie del genere. Non si può ammazzare una persona perché ci si droga o si è ubriachi, o perché si è clandestini e si viene in Italia andando in giro con mezzi rubati. Siamo tutti fratelli, ma dobbiamo rispettare le leggi». Allo Stato e alle istituzioni i partecipanti chiedono maggiori controlli. «Anche i cittadini devono fare la loro parte. Ai giudici, al questore e al prefetto chiediamo di non essere larghi di maniche. La gente del territorio è indignata di fronte a certe scarcerazioni». In memoria di Luca e Mattia è nata anche un'associazione a cui hanno aderito, in maniera spontanea, cento famiglie. Si batterà per chiedere sicurezza sulle strade. «Da oggi noi ci vigileremo e qualsiasi movimento strano sul territorio sarà subito denunciato alle autorità. Lo facciamo per Luca e Mattia, angeli dateci la forza».
La fiaccolata, partita dal villaggio Santa Maria, si è trasformata in una via crucis con soste e meditazioni lungo il percorso che si è concluso a Cascina, vicino al municipio. All'iniziativa erano presenti anche il sindaco, Moreno Franceschini, ed alcuni assessori e consiglieri comunali. Tra tanti genitori anche altre madri del dolore, che piangono figli uccisi dalla strada. Come la mamma di Samuele Fulceri, di Crespina, anche lui morto nell'auto andata fuori strada, a soli 23 anni.
Sabrina Chiellini
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