Il Tirreno

Pisa

Controlli slittati per circa duecento bambini

Quattordici mesi d'attesa per una visita

Angela Feo
Il direttore Carlo Tomassini
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Il direttore Carlo Tomassini

Quattordici mesi. È quanto deve aspettare una bimba che soffre d'asma per un controllo al Santa Chiara. Un disagio che tocca circa 180 pazienti pediatrici.
Sono bambini che da tutta Italia scelgono di venire nella clinica pediatrica pisana perché è un centro d'eccellenza riconosciuto

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PISA. Quattordici mesi. È quanto deve aspettare una bimba che soffre d'asma per un controllo al Santa Chiara. Un disagio che tocca circa 180 pazienti pediatrici.
Sono bambini che da tutta Italia scelgono di venire nella clinica pediatrica pisana perché è un centro d'eccellenza riconosciuto. Per questo il caso denunciato da una mamma pistoiese appare ancora più clamoroso.

«Mia figlia, undicenne, soffre di problemi alle vie respiratorie da quando ha 7 mesi. Il 2 febbraio scorso ho prenotato una visita per settembre - racconta Michela Puggelli -. A fine giugno però un centralinista del Cup mi ha telefonato per informarmi che l'appuntamento era stato cancellato». La nuova visita? Non prima dell'aprile 2010.

«Ho domandato al centralinista con quale criterio avevano scelto a chi confermare l'appuntamento e a chi no - continua la donna - ma non è stato in grado di rispondermi».
Non è la prima volta che Michela si rivolge alla clinica pediatrica pisana. «Nel settembre 2007 prenotai per mia figlia una visita extra moenia: era urgente e la bimba non poteva aspettare sei mesi. Iniziata la cura prescritta dai medici, dopo un inverno di continui attacchi d'asma e la perdita di un mese di scuola, finalmente le sue condizioni sono notevolmente migliorate. Per questo volevo che fossero gli stessi dottori, così competenti e professionali, a continuare a seguirla».

Ma per un asmatico il periodo più critico è proprio l'inverno ed è fondamentale che il controllo abbia luogo prima dell'arrivo del freddo. Il tempo stringe e la primavera prossima è decisamente troppo in là. Michela non può aspettare e teme che sarà costretta a ricorrere ad uno specialista a pagamento. «Oltre a dovermi accollare spese onerose - si chiede la mamma - chi mi garantirà che la cura prescritta sarà efficace come quella dei medici del Santa Chiara? È veramente assurdo che una clinica di eccellenza come quella pediatrica del Santa Chiara debba rifiutare la visita di così tanti bambini che hanno necessità di essere curati».

All'origine di questi disagi ci sarebbero le dimissioni di uno dei due medici dell'ambulatorio di pneumologia e allergologia: troppe dunque le visite già prenotate che sarebbero ricadute sulle spalle di un solo specialista. Visite lunghe, che normalmente durano più di un'ora, per una media di cinque al giorno. A cui bisogna aggiungere però anche le eventuali urgenze e i pazienti imprevisti.

E proprio le urgenze, spiega l'Azienda ospedaliera universitaria pisana diretta da Carlo Tomassini, «hanno condizionato alcune scelte di tipo organizzativo. Proprio perché si tratta di un centro di eccellenza, abbiamo deciso di garantirle con una lista aperta di accessi, che funziona giorno e notte e soddisfa le richieste dei genitori allarmati per le problematiche del proprio bambino». In altre parole l'azienda ha scelto «di privilegiare i casi di emergenza, facendo slittare in un tempo successivo le semplici visite di controllo di bambini già inquadrati clinicamente».

Ma il problema dell'organico resta. Ed è per questo che per il 2009-2010 è in programma l'assunzione di quattro pediatri, di cui uno specialista proprio in pneumologia e allergologia.
Nel frattempo però, per andare incontro ai casi più critici, l'azienda ha deciso di ricontattare tutte le famiglie interessate alle visite di controllo per valutare la necessità di anticipare le visite dei casi più critici. «Inoltre- è la conclusione dell'Azienda ospedaliera universitaria pisana - qualora si presentasse una riacutizzazione del disturbo la clinica pediatrica è sempre disponibile alla presa in carico dei piccoli pazienti».

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