Il presidio
DOPO LE PRIME DENUNCE
Un altro cane uccisoIl maniaco colpisce ancora usando la metaldeide
Antonio Scuglia
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Il Rifugio Tom che ospita molti cani abbandonatiIl cane Rambo e il cane Snoopy si sono salvati, il cane Pippo no. E' stato avvelenato da un maniaco a Filettole venerdì scorso, a poche ore (e forse a pochi metri) di distanza dagli altri due. E ieri mattina i padroni, leggendo il "Tirreno", e parlandone con i compaesani, hanno capito perché la povera bestiola era morta
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PISA. Il cane Rambo e il cane Snoopy si sono salvati, il cane Pippo no. E' stato avvelenato da un maniaco a Filettole venerdì scorso, a poche ore (e forse a pochi metri) di distanza dagli altri due. E ieri mattina i padroni, leggendo il "Tirreno", e parlandone con i compaesani, hanno capito perché la povera bestiola era morta.
La causa è l'avvelenamento da metaldeide. «Fino a oggi mi era sconosciuta la sua sorte, - racconta Alarico Sgroi, che ci aveva segnalato i primi casi, - ma in seguito al vostro articolo i proprietari si sono fatti vivi e mi hanno messo a conoscenza dell'evento. Anche lui è stato avvelenato nei giorni tra giovedì e venerdì scorsi».
Il cane era di proprietà della famiglia Verdigi da diversi anni e la sua morte li ha molto scossi, lasciandoli nello sconforto.
«Certo - dice Sgroi - è difficile capire le motivazioni che spingono degli individui a compiere atti cosi efferati, non è facile capire se sono mossi da puro sadismo o incoscienti per le gravi conseguenze e sofferenze che provocano. Di certo si tratta di persone aride che non conoscono il profondo legame che unisce gli uomini agli animali».
In paese moltissime persone si sono dette indignate per quanto sta succedendo: sui fatti indagano i carabinieri di Migliarino.
E ieri ci ha chiamato Daniele Giuliani, proprietario di Becky, una delle tre vittime del maniaco che avvelenava i cani nel novembre del 2007 a San Giuliano: «Sono disposto a mettere una taglia anche su questo assassino, - ha detto, - non so se persone così capiscono il dolore che provocano in una famiglia che ama il proprio cane». Giuliani pone anche un problema: «Perché è così facile per chiunque, nei negozi di agraria e anche in qualche ipermercato, comprare la "lumachina" che è così pericolosa anche per animali grandi?».
La causa è l'avvelenamento da metaldeide. «Fino a oggi mi era sconosciuta la sua sorte, - racconta Alarico Sgroi, che ci aveva segnalato i primi casi, - ma in seguito al vostro articolo i proprietari si sono fatti vivi e mi hanno messo a conoscenza dell'evento. Anche lui è stato avvelenato nei giorni tra giovedì e venerdì scorsi».
Il cane era di proprietà della famiglia Verdigi da diversi anni e la sua morte li ha molto scossi, lasciandoli nello sconforto.
«Certo - dice Sgroi - è difficile capire le motivazioni che spingono degli individui a compiere atti cosi efferati, non è facile capire se sono mossi da puro sadismo o incoscienti per le gravi conseguenze e sofferenze che provocano. Di certo si tratta di persone aride che non conoscono il profondo legame che unisce gli uomini agli animali».
In paese moltissime persone si sono dette indignate per quanto sta succedendo: sui fatti indagano i carabinieri di Migliarino.
E ieri ci ha chiamato Daniele Giuliani, proprietario di Becky, una delle tre vittime del maniaco che avvelenava i cani nel novembre del 2007 a San Giuliano: «Sono disposto a mettere una taglia anche su questo assassino, - ha detto, - non so se persone così capiscono il dolore che provocano in una famiglia che ama il proprio cane». Giuliani pone anche un problema: «Perché è così facile per chiunque, nei negozi di agraria e anche in qualche ipermercato, comprare la "lumachina" che è così pericolosa anche per animali grandi?».
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