Il presidio
Crepa sulla pista, aeroporto chiuso
Candida Virgone
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Viaggiatori affollati nella hall dello scalo in attesa dei rispettivi voli e di avere notizie sui motivi dell’inagibilità della pistaAeroporto nel caos e centinaia di passeggeri imbelviti, ieri, per una crepa che è apparsa sulla pista del "Galilei", dove, nottetempo, sono in corso i lavori previsti. Questo ha comportato, subito dopo mezzogiorno, il blocco dello scalo e l'interruzione dell'attività
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PISA. Aeroporto nel caos e centinaia di passeggeri imbelviti, ieri, per una crepa che è apparsa sulla pista del "Galilei", dove, nottetempo, sono in corso i lavori previsti. Questo ha comportato, subito dopo mezzogiorno, il blocco dello scalo e l'interruzione dell'attività.
Il tutto per la riparazione immediata della pavimentazione, presumibilmente screpolata dal caldo torrido che aveva creato quasi una buca su lavori appena fatti, nell'ovvio timore di pericoli, con l'interdizione di un tratto di cento metri.
Si sarebbe potuto spostare il traffico in altra zona, ma - ha spiegato Sat, Società aeroporto toscano - ad aggravare la situazione è intervenuto l'arrivo di un vento fortissimo da sud-ovest (spirava a 13 nodi).
Due circostanze che, di fatto, hanno bloccato fino al tardo pomeriggio tutta l'operatività dello scalo.
Arrivi e partenze dunque dapprima rinviati, poi dirottati su altri scali, procrastinati, infine annullati.
Alle cinque e mezza del pomeriggio erano quindici in totale i voli cancellati, tre quelli dirottati a Genova ed un quarto a Bologna, mentre lo scalo era in pieno marasma con centinaia e centinaia di viaggiatori bloccati e soprattutto, a causa della calca, dal caldo e del caos, letteralmente imbelviti. A decine hanno preso d'assalto il nostro centralino, lamentando soprattutto l'assenza di comunicazione. «Nessuno ci ha saputo spiegare se non dopo ore - hanno detto - quale fosse stata la causa di tanti ritardi e tante attese». «Non potevano informare prima l'utenza - si legge nella mail mandata da un parente in contatto via cellulare con il familiare in partenza - dare una spiegazione razionale di quel che accadeva»?
Una vera e propria battuta d'arresto per l'aeroporto Galilei, che solo mercoledì pomeriggio aveva visto la vibrata protesta di 147 passeggeri in partenza per Berlino, imbufaliti con Easy Jet, mandati a casa dalla compagnia dopo otto ore di inutile attesa e ripartiti alla volta della Germania solo ieri mattina alle 11, fortunatamente per loro proprio poco prima che la pista venisse chiusa per più di sei ore. In quel caso il ritardo era stato causato dalla rottura dell'apparecchio su cui dovevano imbarcarsi e anche del secondo inviato nel pomeriggio per arginare la situazione.
Centinaia i passeggeri accalcati per ore non solo nella hall dello scalo, ma anche ai terminal, da cui speravano finalmente di poter decollare, molti purtroppo invano.
L'attività è ripartita nel tardo pomeriggio, ma in calendario sono rimaste solo alcune località e molti viaggiatori sono dovuti tornare indietro anche dai terminal a cui erano già stati avviati.
Il tutto per la riparazione immediata della pavimentazione, presumibilmente screpolata dal caldo torrido che aveva creato quasi una buca su lavori appena fatti, nell'ovvio timore di pericoli, con l'interdizione di un tratto di cento metri.
Si sarebbe potuto spostare il traffico in altra zona, ma - ha spiegato Sat, Società aeroporto toscano - ad aggravare la situazione è intervenuto l'arrivo di un vento fortissimo da sud-ovest (spirava a 13 nodi).
Due circostanze che, di fatto, hanno bloccato fino al tardo pomeriggio tutta l'operatività dello scalo.
Arrivi e partenze dunque dapprima rinviati, poi dirottati su altri scali, procrastinati, infine annullati.
Alle cinque e mezza del pomeriggio erano quindici in totale i voli cancellati, tre quelli dirottati a Genova ed un quarto a Bologna, mentre lo scalo era in pieno marasma con centinaia e centinaia di viaggiatori bloccati e soprattutto, a causa della calca, dal caldo e del caos, letteralmente imbelviti. A decine hanno preso d'assalto il nostro centralino, lamentando soprattutto l'assenza di comunicazione. «Nessuno ci ha saputo spiegare se non dopo ore - hanno detto - quale fosse stata la causa di tanti ritardi e tante attese». «Non potevano informare prima l'utenza - si legge nella mail mandata da un parente in contatto via cellulare con il familiare in partenza - dare una spiegazione razionale di quel che accadeva»?
Una vera e propria battuta d'arresto per l'aeroporto Galilei, che solo mercoledì pomeriggio aveva visto la vibrata protesta di 147 passeggeri in partenza per Berlino, imbufaliti con Easy Jet, mandati a casa dalla compagnia dopo otto ore di inutile attesa e ripartiti alla volta della Germania solo ieri mattina alle 11, fortunatamente per loro proprio poco prima che la pista venisse chiusa per più di sei ore. In quel caso il ritardo era stato causato dalla rottura dell'apparecchio su cui dovevano imbarcarsi e anche del secondo inviato nel pomeriggio per arginare la situazione.
Centinaia i passeggeri accalcati per ore non solo nella hall dello scalo, ma anche ai terminal, da cui speravano finalmente di poter decollare, molti purtroppo invano.
L'attività è ripartita nel tardo pomeriggio, ma in calendario sono rimaste solo alcune località e molti viaggiatori sono dovuti tornare indietro anche dai terminal a cui erano già stati avviati.
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