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Sul treno un'odissea quotidiana
Erika Farris
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Pendolari in attesa del trenoÈ dura la vita del pendolare: un'avventura quotidiana caratterizzata da treni perennemente in ritardo, vagoni senza aria condizionata e bagni inagibili.
È sufficiente un'esperienza di due settimane di viaggi, andata e ritorno tra Pisa e Pontedera, per definire il profilo del servizio standard che "Trenitalia" fornisce ai suoi clienti
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CASCINA. È dura la vita del pendolare: un'avventura quotidiana caratterizzata da treni perennemente in ritardo, vagoni senza aria condizionata e bagni inagibili.
È sufficiente un'esperienza di due settimane di viaggi, andata e ritorno tra Pisa e Pontedera, per definire il profilo del servizio standard che "Trenitalia" fornisce ai suoi clienti.
Su un totale di 10 giorni, 7 sono dedicati alle imprecazioni degli utenti che lamentano la quotidianità dei disservizi. L'avventura comincia lunedì 6 luglio, giornata in cui l'innumerevole elenco di treni in ritardo può essere giustificato dallo sciopero del personale dell'azienda. Martedì però, le cose non vanno particolarmente meglio. Gli sportelli della stazione di Pisa sono chiusi e le code alle macchinette per i biglietti si allungano inesorabilmente, mentre anziani e stranieri cercano aiuto tra i passanti. E sembra quasi una fortuna scoprire che il proprio treno partirà circa dieci minuti dopo il previsto.
Giovedì 9 la musica non cambia: il regionale delle ore 19,16 che parte da Pontedera rimanda la partenza di quasi mezzora, mentre quello delle 19,36 posticipa di 20 minuti. Il weekend trascorre rapido come al solito, e la settimana da pendolare ricomincia senza piacevoli novità.
Martedì 14 il treno delle 19,36 da Pontedera parte un quarto d'ora dopo il previsto, ma l'attesa diventa quasi piacevole se paragonata ai comfort garantiti dal vagone con poltroncine disponibili. L'aria condizionata non funziona e il funzionamento a intermittenza delle luci incrementa il "palpabile" nervosismo generale.
Mercoledì le cose peggiorano ulteriormente: da Pisa a Pontedera il treno delle 10,54 si aggiudica 20 minuti di ritardo, ma in stazione gli schermi con gli orari delle partenze sono fuori servizio, e la gente si arrabatta per captare gli annunci vocali ammassandosi nei rari punti in cui gli altoparlanti funzionano. Per due giorni di fila la comunicazione: «Non è garantita la pulizia dei treni per un'agitazione del personale a bordo». E si dimostra così una certezza appena si tenta coraggiosamente di usufruire dei wc a bordo.
Venerdì 17 la settimana si conclude in bellezza con i 15 minuti di ritardo standard del regionale delle 10,54, da Pisa a Pontedera, mentre gli sconfortati pendolari di "Trenitalia" accolgono con gioia l'arrivo del fine settimana. E mentre i prezzi della benzina salgono e gli ambientalisti consigliano l'uso dei mezzi pubblici per limitare l'inquinamento atmosferico, le condizioni dei treni del Bel Paese sembrano destinate ad assecondare il noto luogo comune sulle pessime condizioni del servizio ferroviario italiano.
È sufficiente un'esperienza di due settimane di viaggi, andata e ritorno tra Pisa e Pontedera, per definire il profilo del servizio standard che "Trenitalia" fornisce ai suoi clienti.
Su un totale di 10 giorni, 7 sono dedicati alle imprecazioni degli utenti che lamentano la quotidianità dei disservizi. L'avventura comincia lunedì 6 luglio, giornata in cui l'innumerevole elenco di treni in ritardo può essere giustificato dallo sciopero del personale dell'azienda. Martedì però, le cose non vanno particolarmente meglio. Gli sportelli della stazione di Pisa sono chiusi e le code alle macchinette per i biglietti si allungano inesorabilmente, mentre anziani e stranieri cercano aiuto tra i passanti. E sembra quasi una fortuna scoprire che il proprio treno partirà circa dieci minuti dopo il previsto.
Giovedì 9 la musica non cambia: il regionale delle ore 19,16 che parte da Pontedera rimanda la partenza di quasi mezzora, mentre quello delle 19,36 posticipa di 20 minuti. Il weekend trascorre rapido come al solito, e la settimana da pendolare ricomincia senza piacevoli novità.
Martedì 14 il treno delle 19,36 da Pontedera parte un quarto d'ora dopo il previsto, ma l'attesa diventa quasi piacevole se paragonata ai comfort garantiti dal vagone con poltroncine disponibili. L'aria condizionata non funziona e il funzionamento a intermittenza delle luci incrementa il "palpabile" nervosismo generale.
Mercoledì le cose peggiorano ulteriormente: da Pisa a Pontedera il treno delle 10,54 si aggiudica 20 minuti di ritardo, ma in stazione gli schermi con gli orari delle partenze sono fuori servizio, e la gente si arrabatta per captare gli annunci vocali ammassandosi nei rari punti in cui gli altoparlanti funzionano. Per due giorni di fila la comunicazione: «Non è garantita la pulizia dei treni per un'agitazione del personale a bordo». E si dimostra così una certezza appena si tenta coraggiosamente di usufruire dei wc a bordo.
Venerdì 17 la settimana si conclude in bellezza con i 15 minuti di ritardo standard del regionale delle 10,54, da Pisa a Pontedera, mentre gli sconfortati pendolari di "Trenitalia" accolgono con gioia l'arrivo del fine settimana. E mentre i prezzi della benzina salgono e gli ambientalisti consigliano l'uso dei mezzi pubblici per limitare l'inquinamento atmosferico, le condizioni dei treni del Bel Paese sembrano destinate ad assecondare il noto luogo comune sulle pessime condizioni del servizio ferroviario italiano.
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