Il presidio
Irruzione degli studenti dell'Onda in rettorato
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Lo striscione al rettorato2 MINUTI DI LETTURA
PISA. Pomeriggio di tensione al rettorato dove, ieri alle 15,30, ha fatto irruzione un numeroso gruppo di studenti dell'Onda per protestare sia contro gli arresti dei 21 studenti che a maggio avevano manifestato a Torino in occasione del G8 sull'università sia contro la politica universitaria del governo.
«La tempistica di questi arresti è chiara - scrivono in una nota gli studenti - a ridosso del corteo di Vicenza e prima del G8 dell'Aquila, per intimidire chi si oppone a scelte ingiuste, per colpire chi fa politica tra la gente, nei propri territori. Oggi occupiamo il rettorato in solidarietà agli arrestati e contro le intimidazioni. Ma questa azione significa anche riaffermare una pratica che consideriamo legittima e mettere il dito nelle contraddizioni emergenti tra le istituzioni del nostro ateneo. Gli effetti della crisi e della legge 133 si fanno sentire ora più che ad ottobre, con i tagli alle biblioteche, i tentativi di aumento delle tasse, i tagli ai corsi di studio, gli sbarramenti negli accessi».
Gli studenti hanno richiesto che «gli organi di governo del nostro ateneo, il rettore e il Senato Accademico (che si riunisce oggi, ndr), si esprimano in merito alle manovre del governo e che venga discussa una mozione di condanna rispetto alle misure repressive adottate».
Sulla protesta interviene la federazione pisana dei Cobas esprimendo «pieno sostegno alla iniziativa studentesca che ha portato alla occupazione del rettorato per chiedere la liberazione degli studenti arrestati per gli incidenti nel G8 a Torino».
«La tempistica di questi arresti è chiara - scrivono in una nota gli studenti - a ridosso del corteo di Vicenza e prima del G8 dell'Aquila, per intimidire chi si oppone a scelte ingiuste, per colpire chi fa politica tra la gente, nei propri territori. Oggi occupiamo il rettorato in solidarietà agli arrestati e contro le intimidazioni. Ma questa azione significa anche riaffermare una pratica che consideriamo legittima e mettere il dito nelle contraddizioni emergenti tra le istituzioni del nostro ateneo. Gli effetti della crisi e della legge 133 si fanno sentire ora più che ad ottobre, con i tagli alle biblioteche, i tentativi di aumento delle tasse, i tagli ai corsi di studio, gli sbarramenti negli accessi».
Gli studenti hanno richiesto che «gli organi di governo del nostro ateneo, il rettore e il Senato Accademico (che si riunisce oggi, ndr), si esprimano in merito alle manovre del governo e che venga discussa una mozione di condanna rispetto alle misure repressive adottate».
Sulla protesta interviene la federazione pisana dei Cobas esprimendo «pieno sostegno alla iniziativa studentesca che ha portato alla occupazione del rettorato per chiedere la liberazione degli studenti arrestati per gli incidenti nel G8 a Torino».
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