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HI-TECH

Col nuovo laboratorio Wirelessil Polo compie un passo nel futuro

Guido Bini
L’esterno del laboratorio al Polo
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L’esterno del laboratorio al Polo

Qui saranno sperimentati dispositivi e infrastrutture per le reti di comunicazione mobile senza fili di nuova generazione. L'intera area del Polo tecnologico di Navacchio è stata dotata di una rete Wimax end-to-end picocellulare, che permetterà alle aziende e a agli studenti di testare nuovi prodotti. E' una novità europea

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NAVACCHIO. Con l'inaugurazione del Wireless Innovation Lab il Polo Tecnologico compie un passo nel futuro. In questo laboratorio, gestito dal consorzio Cubit cui partecipano anche l'università di Pisa e aziende del territorio, saranno sperimentati dispositivi e infrastrutture per le reti di comunicazione mobile senza fili di nuova generazione.

Anche per questo, l'intera area del Polo è stata dotata di una rete Wimax end-to-end picocellulare, che permetterà alle aziende interessate e a agli studenti di testare nuovi prodotti in uno scenario tecnologico di quarta generazione perfettamente operativo.  Questo tipo di rete, denominata Mobile Wimax Campus, è tra le prime in Europa ad essere stata realizzata.

A sottolineare l'importanza del traguardo raggiunto, al taglio del nastro di ieri mattina hanno partecipato l'assessore regionale alle attività produttive Ambrogio Brenna, il presidente della Provincia di Pisa Andrea Pieroni, il sindaco di Cascina Moreno Franceschini, e il preside della facoltà di ingegneria di Pisa Pierangelo Terreni. Enti che hanno sostenuto il progetto, in modo particolare la Regione lo ha finanziato per un milione e mezzo.

Per il consorzio Cubit (Consortium Ubiquitous Technologies) hanno presentato l'iniziativa il presidente Giuliano Manara, docente di Campi elettromagnetici a Pisa, e l'amministratore Marco Magnarosa.  «Obiettivo di Cubit - ha spiegato Manara - è promuovere un nuovo modello di condivisione dei saperi tra università e imprese operanti nel settore delle telecomunicazioni mobili».

«Cubit - ha così argomentato il presidente - vuol far incontrare la domanda di innovazione e le tempistiche richieste dal mercato, con la volontà universitaria di trasferire le proprie competenze scientifiche, contribuendo in questo modo allo sviluppo innovativo delle imprese attraverso un network integrato all'interno del Polo di Navacchio».

Il presidente della struttura di Navacchio, Alessandro Giari, ha quindi ricordato come l'esperienza di Cubit sia da esempio, quale concreto incontro tra università e aziende, finalizzato da un lato alla formazione e dall'altro allo sviluppo di nuovi prodotti. «In questo caso il Polo ha fatto da collante - ha detto Giari - e il fatto che nel consorzio siano coinvolte anche aziende esterne al Polo dimostra che la via intrapresa è quella giusta. Oggi si è capito che per fare innovazione bisogna creare un sistema sinergico tra amministrazioni pubbliche, università e aziende, e il consorzio Cubit rappresenta la migliore risposta a questa esigenza».

«Il dato più rilevante - ha così concluso il professor Manara - è che in Cubit si sperimentano non servizi ma prodotti nuovi, in un laboratorio dove ai giovani vengono messi a disposizione gli strumenti più innovativi per dare sfogo alla loro creatività».

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