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Sotto l’occhio di oltre 50 telecamere

Giovanni Parlato
Sotto l’occhio di oltre 50 telecamere

Da un mese le immagini possono essere viste anche in questura

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PISA. Ci sono 25 telecamere funzionanti sparse in città di cui ben dieci all’interno del Giardino Scotto. Un’altra trentina, secondo le previsioni, saranno installate. In tutto saranno oltre 50. E i cittadini si dividono su un interrogativo, se la videosorveglianza (come scrive Simona Serafini in questa stessa pagina) servono davvero. E, se qualcuno le guarda. Abbiamo rivolto l’interrogativo a Vinicio Santoni, responsabile dell’ufficio controllo del territorio della polizia municipale che comprende la videosorveglianza. L’ufficio dell’esperto dirigente è pieno stracolmo di carte, faldoni su faldoni sopra il tavolo. Santoni accende uno schermo ultrapiatto su cui ci fa vedere, in tempo reale, quello che sta accadendo in piazza delle Vettovaglie e davanti alla stazione. Le immagini sono chiare, si vede gente camminare e le auto che passano. Poi, sposta l’obiettivo su via Colombo angolo via Vespucci. «È nei negozi dei cinesi che vengono a riempire i borsoni con la merce che poi vendono», dice Santoni che poi ci mostra la sala operativa dove sono in corso dei lavori, nel senso che c’è già un grande video su cui un operatore può vedere più immagini. Un altro video è arrivato da poco.

E altri video saranno collocati in questa sala. «Da un mese anche la questura è collegata e può vedere le immagini che vediamo anche noi - spiega Vinicio Santoni -. I carabinieri hanno il collegamento, ma non ancora la visualizzazione. Il sistema della videosorveglianza è ancora in fase di rodaggio. Ci sono alcuni elementi da modificare e migliorare. Come la telecamera che si trova in piazza Sant’Omobono. La scansione dei tempi è da rivedere. Fa una carrellata e poi torna indietro. Va velocizzata. Ma quando ci saranno più telecamere, la situazione sarà migliore rispetto a quella attuale». Al responsabile della videosorveglianza chiediamo come si può tenere sotto controllo venticinque telecamere, come si possono osservare le immagini su più punti. In pratica, le immagini delle telecamere vengono guardate? «L’operatore fa quello che può - risponde Santoni - non c’è soltanto da guardare le telecamere. C’è da rispondere al telefono e dare fare tanto altro. E non è solo nostro il compito di guardarle, poiché l’accesso alle immagini è e sarà di tutte le forze di polizia».

Vinicio Santoni tiene a sottolineare il ruolo delle telecamere nella «registrazione delle immagini. Un servizio sicuramente utile alla prevenzione, ma le telecamere servono anche per risalire ai responsabili dei delitti. Un paio di mesi fa, la telecamera di via Notari ha ripreso l’accoltellamento di un nordafricano e le immagini sono state acquisite dai carabinieri. In piazza della Stazione, un automobilista ha perso il portafogli scendendo di macchina, portafogli preso da un passante. E anche in questo caso, le immagini sono state passate alla polizia ferroviaria. Se le forze di polizia ci chiedono le riprese, noi salviamo le immagini su supporti magnetici e li consegniamo. Il sistema di videosorveglianza è del Comune, siamo noi a gestirlo». E quando saranno ancora di più? «Credo che servirà almeno una persona che si dovrà dedicare a questo lavoro».

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