Il presidio
Il restauro degli affreschi del camposanto monumentale di Pisa
A Pisa si restaurano gli affreschi di quello che nel Tre-Quattrocento era il più bel cimitero della cristianità. E con nuove tecniche si lavorerà anche a “Il trionfo della morte” di Buonamico Buffalmacco. GUARDA LE FOTO
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Gli affreschi del Camposanto di Pisa, e in particolare il Trionfo della morte di Buffalmacco (1336-41 circa), deteriorati nel corso degli anni e in passato anche asportati dai muri per fini conservativi, possono oggi contare su un concentrato di tecnologie e sistemi innovativi messi a disposizione da università ed enti di ricerca. I nuovi “ritrovati” per curare questi capolavori sono al centro di un convegno in corso a Pisa.
Il camposanto di piazza Miracoli era nel Tre-Quattrocento il più bel cimitero della Cristianità e i 2200 metri quadrati di pitture il più esteso ciclo di affreschi d’Europa. Ora un team scientifico, composto tra l’altro dal Cnr e in accordo con la Primaziale pisana, ha avviato un’ indagine diagnostica sul ciclo pittorico per eliminare definitivamente i fattori di deterioramento e ricollocare sulle pareti di origine alcuni affreschi. Le pitture conobbero fin dall’Ottocento uno stato di vistoso degrado che aumentò quando, durante la seconda guerra mondiale, la copertura del Camposanto fu devastata da un incendio. «Fu deciso di ’strappare’ gli affreschi dai muri, trasferendoli con un collante a base di caseato di calcio su tela fissata su pannelli di eternit - ha spiegato Mauro Matteini, coordinatore scientifico del progetto insieme a Perla Colombini - e, dal 1980, gli affreschi furono liberati dalle sostenze estranee e ricollocati. In questi ultimi anni ci siamo accorti che c’erano ancora vistosi sintomi di degrado che interessavano anche le scene del ciclo del ’Trionfo della morte’ - conclude - e prima di porvi mano si è pensato di avviare questa nuova campagna diagnostica per l’ultima parte degli affreschi ancora da restaurare».
Il camposanto di piazza Miracoli era nel Tre-Quattrocento il più bel cimitero della Cristianità e i 2200 metri quadrati di pitture il più esteso ciclo di affreschi d’Europa. Ora un team scientifico, composto tra l’altro dal Cnr e in accordo con la Primaziale pisana, ha avviato un’ indagine diagnostica sul ciclo pittorico per eliminare definitivamente i fattori di deterioramento e ricollocare sulle pareti di origine alcuni affreschi. Le pitture conobbero fin dall’Ottocento uno stato di vistoso degrado che aumentò quando, durante la seconda guerra mondiale, la copertura del Camposanto fu devastata da un incendio. «Fu deciso di ’strappare’ gli affreschi dai muri, trasferendoli con un collante a base di caseato di calcio su tela fissata su pannelli di eternit - ha spiegato Mauro Matteini, coordinatore scientifico del progetto insieme a Perla Colombini - e, dal 1980, gli affreschi furono liberati dalle sostenze estranee e ricollocati. In questi ultimi anni ci siamo accorti che c’erano ancora vistosi sintomi di degrado che interessavano anche le scene del ciclo del ’Trionfo della morte’ - conclude - e prima di porvi mano si è pensato di avviare questa nuova campagna diagnostica per l’ultima parte degli affreschi ancora da restaurare».
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