Meteo
Fontanelli: servono altri taxipronti a dare nuove licenze
Daniele Benvenuti
3 MINUTI DI LETTURA
PISA. «L'accordo con i tassisti prevedeva inizialmente dodici licenze in più ed una verifica successiva se questo aumento avesse portato miglioramenti al servizio, colmando le lacune presenti. Nel caso che anche queste dodici già concesse non siano ancora sufficienti, siamo pronti ad istituire un nuovo bando sempre in accordo con la categoria». Il sindaco Fontanelli interviene così sulla questione del servizio taxi a Pisa, questione riesplosa dopo la vicenda delle due famiglie danesi costrette venerdì scorso a fare 4 chilometri a piedi per raggiungere il proprio hotel visto che all'aeroporto non c'erano auto a disposizione. «Le vicende di questi giorni - commenta ancora il sindaco - non fanno che dimostrare quanto il settore sia in sofferenza di fronte a una richiesta sempre maggiore. Quindi attendiamo che le nuove licenze vadano a regime per verificarne immediatamente la portata sul servizio. In caso contrario siamo pronti a intervenire». Intanto la Confesercenti interviene per voce del suo segretario provinciale Marco Sbrana per far presente come il caso dei turisti danesi non sia purtroppo isolato. «In questi mesi abbiamo fatto presente al Comune in maniera ufficiale che il numero di taxi nella nostra città era insufficiente e non si era adeguato ai mutati volumi di traffico soprattutto all'aeroporto dove il numero di turisti è in continuo aumento».
«Il presidente dei nostri albergatori Luca Dal Canto (titolare tra l'altro dell'hotel in cui alloggiavano i danesi) mesi fa si era mosso ufficialmente a nome dei colleghi per denunciare come la situazione dei taxi a Pisa fosse molto deficitaria - insiste Sbrana - non solo era difficile trovare un'auto all'aeroporto, ma anche quando l'albergatore chiamava per un proprio cliente i tempi di attesa erano lunghi tanto che molti si organizzavano con mezzi propri».
Sbrana punta l'indice su due aspetti. «Mi pare innanzitutto incredibile che i taxi pisani non possano essere prenotati come accade in altre città. Sarebbe un servizio ottimo per i clienti che consentirebbe inoltre ai tassisti di lavorare “su ordinazione”. Il rischio che il cliente, specie quello che viene in aereo, non rispetti la prenotazione sarebbe molto basso. Sempre per quanto riguarda l'aeroporto, gli orari dei voli in arrivo è sempre lo stesso, basterebbe quindi organizzarsi soprattutto in quelle fascie orarie in cui non ci sono alternative al taxi».
La soluzione per la Confesercenti sarebbe quella di nuove licenze. «Beh ci sembra che non vi siano alternative - dice ancora Sbrana - con gli attuali numeri il servizio non è coperto non solo la notte ma anche di giorno. Quando ci sentiamo dire che nella notte di venerdì erano in servizio 26 taxi, ovviamente crediamo a questa affermazione e non mettiamo in dubbio la professionalità di questi lavoratori. Ma visto come sono andate le cose pare evidente che quel numero è insufficiente o comunque è organizzato male rispetto alle richieste».
Attualmente sono 60 le licenze di taxi sul territorio pisano che passeranno a 72 quando ci sarà il via libero alle 12 nuove. I tassisti pisani si sono costituiti nel 1972 in cooperativa (Cotapi). Nel 1989 è stato creato il servizio radiotaxi che nel 1998 si è arricchito di una centrale operativa per smistare le richieste. Dal sito internet della cooperativa si legge che telefonando al numero 050 541600 i tempi medi per un taxi in città varia dai 3 agli 8 minuti che diventano 10-20 per le zone immediatamente limitrofe come Tirrenia o Cascina. I mezzi impegnati sono 47 operanti 24 ore su 24. Per precisa ammissione della stessa cooperativa il radiotaxi di Pisa non accetta prenotazioni.
«Il presidente dei nostri albergatori Luca Dal Canto (titolare tra l'altro dell'hotel in cui alloggiavano i danesi) mesi fa si era mosso ufficialmente a nome dei colleghi per denunciare come la situazione dei taxi a Pisa fosse molto deficitaria - insiste Sbrana - non solo era difficile trovare un'auto all'aeroporto, ma anche quando l'albergatore chiamava per un proprio cliente i tempi di attesa erano lunghi tanto che molti si organizzavano con mezzi propri».
Sbrana punta l'indice su due aspetti. «Mi pare innanzitutto incredibile che i taxi pisani non possano essere prenotati come accade in altre città. Sarebbe un servizio ottimo per i clienti che consentirebbe inoltre ai tassisti di lavorare “su ordinazione”. Il rischio che il cliente, specie quello che viene in aereo, non rispetti la prenotazione sarebbe molto basso. Sempre per quanto riguarda l'aeroporto, gli orari dei voli in arrivo è sempre lo stesso, basterebbe quindi organizzarsi soprattutto in quelle fascie orarie in cui non ci sono alternative al taxi».
La soluzione per la Confesercenti sarebbe quella di nuove licenze. «Beh ci sembra che non vi siano alternative - dice ancora Sbrana - con gli attuali numeri il servizio non è coperto non solo la notte ma anche di giorno. Quando ci sentiamo dire che nella notte di venerdì erano in servizio 26 taxi, ovviamente crediamo a questa affermazione e non mettiamo in dubbio la professionalità di questi lavoratori. Ma visto come sono andate le cose pare evidente che quel numero è insufficiente o comunque è organizzato male rispetto alle richieste».
Attualmente sono 60 le licenze di taxi sul territorio pisano che passeranno a 72 quando ci sarà il via libero alle 12 nuove. I tassisti pisani si sono costituiti nel 1972 in cooperativa (Cotapi). Nel 1989 è stato creato il servizio radiotaxi che nel 1998 si è arricchito di una centrale operativa per smistare le richieste. Dal sito internet della cooperativa si legge che telefonando al numero 050 541600 i tempi medi per un taxi in città varia dai 3 agli 8 minuti che diventano 10-20 per le zone immediatamente limitrofe come Tirrenia o Cascina. I mezzi impegnati sono 47 operanti 24 ore su 24. Per precisa ammissione della stessa cooperativa il radiotaxi di Pisa non accetta prenotazioni.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
