Porto di Marina, doppio semaforo verde
Giovanni Parlato
Sì alla concessione demaniale dopo l’ok all’impatto ambientale
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PISA. Prima di così non si poteva fare. La realizzazione del porto di Marina ha imbroccato due semafori verdi uno dopo l’altro che non fanno perdere tempo prezioso. Dopo il parere positivo del Parco sulla valutazione d’impatto ambientale (Via), il giorno dopo (martedì) si è riunita la conferenza dei servizi che ha consegnato nelle mani della proprietà, la società Borello, la concessione demaniale. Il sindaco Paolo Fontanelli vede il traguardo. «Siamo arrivati a duecento metri dalla fine di una corsa lunga dieci chilometri» dice il primo cittadino che rammenta: «e c’era chi sosteneva che il porto non avrebbe mai visto la luce».
Una vittoria politica, quella del sindaco, che gli permette di porre una crocetta sulla pratica porto inserita nel suo mandato e scrivere accanto: «fatto». Il suo braccio destro è stato Giuseppe Sardu, tenace assessore, che non ha mai mollato l’osso. «Con la conferenza dei servizi - ha detto l’amministratore - si è svolto l’ultimo atto collegiale. Il demanio marittimo è di competenza del Comune e siamo stati noi a rilasciare la concessione. Le aree del demanio sono principalmente due, lungo il fiume fino ai retoni e l’area camper».
Ciò che ha dato l’accelerazione al percorso è l’approvazione di valutazione d’impatto ambientale fatta dal Parco. «Alla conferenza dei servizi - rivela Sardu - è stato accolto con favore il nuovo ingresso a mare. La Via ha sottolineato il recupero paesaggistico e urbanistico, un progetto che non incide sull’erosione e l’ambiente in generale. Gli interventi del Parco non hanno cambiato l’impianto progettuale giudicato attento e scrupoloso. Dal Parco è arrivata una risposta a coloro che avevano sollevato dubbi sull’opera».
«È un risultato eccezionale» ha detto il sindaco, riassumendo in un’esclamazione lunghi anni di lavoro: «Finalmente!». Nel primo mandato, la giunta aveva affrontato il progetto «on cautela - dice Fontanelli -. Nel secondo mandato, si sono realizzati i passi decisivi. Il progetto è stato migliorato e sono state risolte una serie di complesse problematiche». Fontanelli ricorda che la cubatura della ex Motofides e degli edifici ammontano a 350mila metri cubi, mentre il progetto prevede una cubatura di circa 150mila. «Si tratta di un progetto di qualità - ha commentato il sindaco - né sproporzionato né invasivo».
Una vittoria politica, quella del sindaco, che gli permette di porre una crocetta sulla pratica porto inserita nel suo mandato e scrivere accanto: «fatto». Il suo braccio destro è stato Giuseppe Sardu, tenace assessore, che non ha mai mollato l’osso. «Con la conferenza dei servizi - ha detto l’amministratore - si è svolto l’ultimo atto collegiale. Il demanio marittimo è di competenza del Comune e siamo stati noi a rilasciare la concessione. Le aree del demanio sono principalmente due, lungo il fiume fino ai retoni e l’area camper».
Ciò che ha dato l’accelerazione al percorso è l’approvazione di valutazione d’impatto ambientale fatta dal Parco. «Alla conferenza dei servizi - rivela Sardu - è stato accolto con favore il nuovo ingresso a mare. La Via ha sottolineato il recupero paesaggistico e urbanistico, un progetto che non incide sull’erosione e l’ambiente in generale. Gli interventi del Parco non hanno cambiato l’impianto progettuale giudicato attento e scrupoloso. Dal Parco è arrivata una risposta a coloro che avevano sollevato dubbi sull’opera».
«È un risultato eccezionale» ha detto il sindaco, riassumendo in un’esclamazione lunghi anni di lavoro: «Finalmente!». Nel primo mandato, la giunta aveva affrontato il progetto «on cautela - dice Fontanelli -. Nel secondo mandato, si sono realizzati i passi decisivi. Il progetto è stato migliorato e sono state risolte una serie di complesse problematiche». Fontanelli ricorda che la cubatura della ex Motofides e degli edifici ammontano a 350mila metri cubi, mentre il progetto prevede una cubatura di circa 150mila. «Si tratta di un progetto di qualità - ha commentato il sindaco - né sproporzionato né invasivo».
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