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Covarelli: cari tifosi, investite sul Pisa
Antonio Scuglia
La società emette obbligazioni da 500 euro per rafforzare la
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PISA. «ProgettiAmolA insieme». Scritto così, con la A due volte maiuscola, è lo slogan che si legge nel volantino diffuso dal Pisa per lanciare la campagna obbligazionaria: «Con questo progetto il Pisa vuole coinvolgere i cittadini e i tifosi per potenziare le risorse da investire per arrivare in Alto. Ma soprattutto vuole far diventare i tifosi autori concreti dello sviluppo della società». I sottoscrittori possono accedere a quote nominali di cinquecento euro, senza limitazioni di numero, che produrranno un interesse annuo del 4% lordo e verranno restituite dopo 5 anni. «Con i pisani in serie A in tre anni». Questo il succo del pensiero di Leonardo Covarelli, per illustrare l’iniziativa. Si tratta di una sottoscrizione aperta a tutti, tifosi e non, per consentire alla società e alla squadra di accelerare i tempi di crescita.
Per ragioni di trasparenza e di maggiore garanzia nei confronti dei sottoscrittori, il conto corrente bancario del Monte dei Paschi sarà intestato alla Mas S.p.a. di Leonardo Covarelli (proprietaria del pacchetto azionario del Pisa) che a sua volta effettuerà un atto notarile, in base al quale il denaro raccolto sarà destinato solo alla gestione della società Pisa calcio come versamento in conto capitale (modalità che non permette a nessuno di rientrare in possesso di questa somma). «Oltretutto - spiega il Pisa - la Mas essendo una società fortemente capitalizzata diventa una ulteriore garanzia nei confronti dei sottoscrittori per la restituzione di interessi e capitale». In un secondo momento saranno indicati numero di conto corrente su cui effettuare i versamenti, data di inizio di sottoscrizione (entro comunque la prima metà di luglio) e sua eventuale conclusione.
Non si tratta esattamente di un azionariato popolare, bensì di obbligazioni. L’anno scorso si era parlato di una figura intermedia: una sorta di azioni di risparmio, che non danno diritto di voto ma, in caso di realizzazione di utili, darebbero un dividendo superiore rispetto ai soci ordinari. Una Spa può emettere diversi tipi di titoli: i principali sono azioni ordinarie, azioni di risparmio e obbligazioni. Le azioni ordinarie sono quote di partecipazione al capitale della società. Chi le possiede è un azionista, ovvero uno dei “padroni”. Se l’azienda guadagna, il socio guadagna. Se l’azienda non fa utili (e nel calcio di solito non ne fa), il socio perde i soldi o parte di essi. Le azioni di risparmio regalano maggiori utili (se ci sono) ma danno minori diritti (niente voto all’assemblea).
Le obbligazioni invece sono titoli di debito emessi dalla società: chi le sottoscrive è quindi un creditore, non un socio. Ma sono anche i titoli più trasparenti, come i Bot per lo Stato. Il risparmiatore ha fiducia nell’azienda e le presta i soldi, l’azienda in cambio gli dà un interesse, mediamente più alto di quelli bancari. E il 4% è effettivamente un interesse molto interessante, spiegano i commercialisti. Ma perchè la restituzione dopo 5 anni? Se non fosse così e si potesse riavere il capitale a richiesta anche subito, qualsiasi “malintenzionato” potrebbe acquistare molte obbligazioni, aspettare che il Pisa investa e nel momento di minor liquidità della società richiedere indietro i soldi mettendo in crisi la società e gli altri investitori. Invece ora ogni rischio di “scalata ostile” è scongiurato.
Per ragioni di trasparenza e di maggiore garanzia nei confronti dei sottoscrittori, il conto corrente bancario del Monte dei Paschi sarà intestato alla Mas S.p.a. di Leonardo Covarelli (proprietaria del pacchetto azionario del Pisa) che a sua volta effettuerà un atto notarile, in base al quale il denaro raccolto sarà destinato solo alla gestione della società Pisa calcio come versamento in conto capitale (modalità che non permette a nessuno di rientrare in possesso di questa somma). «Oltretutto - spiega il Pisa - la Mas essendo una società fortemente capitalizzata diventa una ulteriore garanzia nei confronti dei sottoscrittori per la restituzione di interessi e capitale». In un secondo momento saranno indicati numero di conto corrente su cui effettuare i versamenti, data di inizio di sottoscrizione (entro comunque la prima metà di luglio) e sua eventuale conclusione.
Non si tratta esattamente di un azionariato popolare, bensì di obbligazioni. L’anno scorso si era parlato di una figura intermedia: una sorta di azioni di risparmio, che non danno diritto di voto ma, in caso di realizzazione di utili, darebbero un dividendo superiore rispetto ai soci ordinari. Una Spa può emettere diversi tipi di titoli: i principali sono azioni ordinarie, azioni di risparmio e obbligazioni. Le azioni ordinarie sono quote di partecipazione al capitale della società. Chi le possiede è un azionista, ovvero uno dei “padroni”. Se l’azienda guadagna, il socio guadagna. Se l’azienda non fa utili (e nel calcio di solito non ne fa), il socio perde i soldi o parte di essi. Le azioni di risparmio regalano maggiori utili (se ci sono) ma danno minori diritti (niente voto all’assemblea).
Le obbligazioni invece sono titoli di debito emessi dalla società: chi le sottoscrive è quindi un creditore, non un socio. Ma sono anche i titoli più trasparenti, come i Bot per lo Stato. Il risparmiatore ha fiducia nell’azienda e le presta i soldi, l’azienda in cambio gli dà un interesse, mediamente più alto di quelli bancari. E il 4% è effettivamente un interesse molto interessante, spiegano i commercialisti. Ma perchè la restituzione dopo 5 anni? Se non fosse così e si potesse riavere il capitale a richiesta anche subito, qualsiasi “malintenzionato” potrebbe acquistare molte obbligazioni, aspettare che il Pisa investa e nel momento di minor liquidità della società richiedere indietro i soldi mettendo in crisi la società e gli altri investitori. Invece ora ogni rischio di “scalata ostile” è scongiurato.
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