Il Tirreno

Pisa

Braglia: tra noi è finita

Antonio Scuglia

Ma Covarelli spera ancora in un ripensamento

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PISA. «Braglia e Covarelli sono d’accordo». «No, hanno rotto». queste due voci si sono inseguite per tutto il giorno. E non erano voci, ma risultanze veritiere, di prima mano per la precisione. Perché la trattativa per il rinnovo del contratto è stata aperta, condotta, chiusa con un rinvio e ripresa in serata. Risultato finale: Braglia ha fatto la sua richiesta, Covarelli la sua offerta, che non è negoziabile. Il presidente aspetta la risposta del mister: «Per me la priorità è lui». La risposta potrebbe arrivare in mattinata, ma Covarelli è disposto ad aspettare. Sasà Campilongo è alla finestra e tiene il Frosinone in stand-by: vorrebbe il Pisa. Una panchina che non dispiacerebbe neanche a Mondonico.

Il nodo del contratto. In realtà c’è solo un punto che divide presidente e mister: la durata del contratto. Il Pisa propone un rinnovo annuale, Braglia chiede un biennale. Ogni altra pregiudiziale è caduta. Non c’è quella economica: dopo che la Lucchese aveva offerto 150mila euro all’anno e il Padova 170mila, il Pisa si è spinto anche più in là. Ma solo per un anno, con un’opzione per il secondo da concretizzare a campionato in corso. Braglia d’altra parte anche quest’anno ha fatto benissimo, è un vincente e lo vorrebbero dappertutto. In serie B anche a Frosinone, se è una questione di categoria. Le divergenze. Fino a ieri mattina c’era un altro problema, si diceva. Braglia non accettava l’idea di dover lavorare ancora con Petrachi e Scarpelloni, dopo la lite di gennaio: il tecnico rimproverò ai due direttori di aver venduto Puggioni senza avvertirlo. E i dissapori continuarono per tutta la stagione, più o meno diplomaticamente velati.

Ieri però Braglia ha detto chiaro e tondo: «Con Petrachi ci siamo chiariti». Il ds aveva compiuto un’operazione dolorosa ma necessaria, in realtà. La cessione di Puggioni consentiva alla società di rimpinguare le casse, pagare gli stipendi ed effettuare altre operazioni di mercato. Che poi si sono rivelate decisive per la promozione. Petrachi e Braglia probabilmente non si prenderanno mai in simpatia, ma ciascuno dei due ha compreso le ragioni dell’altro. La trattativa. Chiarito quel punto, la trattativa è potuta iniziare. Sui soldi non c’è stato problema: il tecnico non si è dimostrato esoso nelle richieste, e la società non ha lesinato. Restava il nodo della durata. C’è stato un aggiornamento in serata, ma non ha portato agli effetti voluti. Tanto che il tecnico a una certa ora ci aveva detto: «Ci siamo lasciati. Cordialmente». In quel momento era sfiduciato sulla possibilità di ricucire, più tardi sembrava aver riaperto uno spiraglio.

Come finirà? Se vogliamo fare una previsione, diciamo: 70 per cento Lucchese, 20 per cento Padova, 9 per cento Pisa, 1 per cento Frosinone. E spieghiamo perché. La Lucchese ha due vantaggi sul Pisa e uno sugli altri concorrenti. Fouzi infatti ha chiamato il tecnico almeno un mese fa, gli ha prospettato una grande accoglienza e l’allestimento di una squadra competitiva. Oltre al biennale. A Lucca fra l’altro sono convintissimi da tempo che sia tutto fatto, e addirittura che sia stata scelta anche la località del ritiro dei rossoneri con Braglia (Pievepelago). Questi sono i due vantaggi sul Pisa. Poi c’è il Padova, svantaggiato rispetto ai rossoneri perché il tecnico vorrebbe restare in Toscana: è qui che vuole vivere con i suoi familiari. A favore dei veneti ci sono la migliore offerta economica e la possibilità di lavorare al fianco di Mauro Meluso, che Braglia conosce bene e stima avendolo già avuto come ds a San Giovanni.

E Frosinone? E’ lontana, non c’è grande simpatia ambientale (l’anno scorso ci fu una furibonda rissa a fine gara fra i ciocari e gli aretini), ma è pur sempre serie B. E con un biennale. Resta il 9% del Pisa. In città il mister ha già vinto ed è amato. Basterà? Difficile dirlo perché qui si parla comunque di lavoro e di contratti, non di rapporti personali. Campilongo e Mondonico. Se Braglia accetta le condizioni di Covarelli, l’allenatore del Pisa è lui. Se non accetta, per sostituirlo in pole position c’è Salvatore Campilongo. «Sono in attesa di notizie, mi ha cercato anche il Frosinone. Pisa mi piacerebbe eccome», fa sapere il tecnico campano. Come giocatore, lo conoscemmo nella Casertana. Venne ad espugnare l’Arena con un 3-2 in cui sembrava incontenibile. E nell’ultimo Venezia in serie B, il tridente d’attacco era Petrachi-Campilongo-Cerbone. Da allenatore, in questi due anni ha portato la Cavese in C1 e poi ai playoff. Gioca un bel 4-3-3, è grintoso e motivato. Difetto. non ha il tesserino di prima categoria e quindi può allenare fino alla C1, non ancora in B.

Ma il 25 Coverciano renderà noto l’elenco degli ammessi al nuovo corso: potrebbe esserci anche lui. Emiliano Mondonico, che ha appena lasciato l’Albinoleffe, non ha bisogno di molte presentazioni. Tanta serie A e B, una coppa Uefa sfiorata, 4 promozioni dalla B. Il Pisa in tv. 50 Canale: alle 21 Il Neroazzurro di Aldo Orsini. In studio Carli, Piovanelli, Mannini, con il film della promozione più attesa. Interviste a Braglia, Covarelli e giocatori. Tel. 050-59.87.99, sms 338-21.38.179. Replica domani alle 12. Granducato tv: alle 21.05 dagli studi di Pisa puntata speciale del Neroazzurro di Massimo Marini. Replica domani alle 12.30.

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