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«Boicotteremo la raccolta dell'organico»
Giovanni Parlato
Cittadini infuriati alla notizia che tutto finisce in discarica
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PISA. Cittadini infuriati. La raccolta differenziata dell’organico potrebbe subire gravi contraccolpi. C’è già chi dice che fin da subito la boicotterà. La notizia del sacchino dell’organico che finisce in discarica perché come compost per l’agricoltura è di scarsa qualità, è andata giù male.
Le proteste. Alcuni cittadini hanno fatto sentire la loro voce: «Prima, con il porta a porta, ci facevano anche la multa se si sgarrava». «L’ho sempre fatto in maniera convinta - dice una signora al telefono - ho sempre diviso tutto. Il sacchino dell’organico è sempre stato quello che dava e continua a dare più problemi. E ora scopro che tutti i sacrifici che ho fatto sono stati inutili. Mi limito a una domanda: i nostri amministratori lo sapevano? Ci ha preso in giro soltanto Geofor o anche l’amministrazione?» Abbiamo cercato l’assessore comunale Paolo Ghezzi cui girare la domanda, ma non siamo riuciti a contattarlo.
L’inutilità.Chi conosce bene come funziona la raccolta differenziata è Stefano Teotino, consigliere comunale di Rifondazione comunista, che lavora proprio alla Geofor. «La raccolta dell’organico come è organizzata oggi non serve a nulla - dice senza giri di parole Teotino -. È una situazione che si prolunga dal 2002, dai tempi dello scandalo di “Striscia la notizia”. Solo che, allora, gettare l’organico in discarica non era ammesso al contrario di oggi. Il cittadino che ogni giorno divide l’organico di fatto lo fa per niente e l’ordinanza della Provincia lo dimostra».
La Provincia. L’amministrazione provinciale svolge un ruolo di programmazione e indirizzo (attraverso il piano di smaltimento dei rifiuti, la cui nuova versione sarà pronta a breve, che comprende indicazioni specifiche per la raccolta differenziata), ma anche di controllo. In quest’ultimo ambito, nel mese di aprile, è stata eseguita una verifica della qualità della raccolta dell’organico, materiale di qualità così scarso che la Provincia ha ordinato che non può essere utilizzato come compost (ammendante è il termine esatto) per l’agricoltura. Geofor utilizza l’organico come “capping”, ovvero come copertura dei cumuli di immondizia che si formano nelle discariche. Sopra il capping ci va altra immondizia e poi altro capping, così a strati. Per dieci mesi, l’organico è andato nella discarica di Peccioli, ora sta andando alla Rea di Rosignano. «L’allora amministratore delegato di Geofor, Giovanni Frucci, prima delle sue dimissioni per lo scandalo dei dati taroccati - spiega ancora Teotino - sosteneva che il compost non ha commercio. Il concime per l’agricoltura deve essere fatto bene. Il nostro compost si è ammucchiato, non lo ha voluto nessuno, alla fine in parte è stato regalato».
Impianto superato. Perché il compost è di scarsa qualità? La Geofor fa sapere che la risposta ufficiale arriverà nel corso di una conferenza stampa che sarà convocata nei prossimi giorni. Si sa che la raccolta dell’organico che arriva alla discarica di Pontedera non è pura. Ciò significa che nel sacchino o direttamente nel cassonetto di colore marrone destinato all’organico, qualcuno infila anche materiale inerte. La Provincia ha trovato troppi “sassolini” nell’organico. Tuttavia, l’impianto di Geofor non è in grado di fare alcuna selezione. Sappiamo che Geofor sta lavorando ad un investimento di rinnovamento dell’impianto (da realizzarsi fra 12-14 mesi) che sarà in grado di separare l’organico dai “sassolini”.
Andare avanti. E nel frattempo, che fare? «Bisogna continuare sulla raccolta differenziata - dice lo stesso Teotino - sarebbe sbagliato tornare indietro perché non c’è solo il sacchino dell’organico. Il resto della raccolta differenziata funziona. Vetro, carta, plastica e multimateriale funziona perché passa attraverso la selezione manuale. Credo che dobbiamo incentivare la raccolta differenziata, il cittadino non va scoraggiato. È compito dell’azienda organizzare una corretta raccolta e un corretto smaltimento. Se l’impianto non è adeguato allo scopo, va sostituito. Se il compost sarà di qualità, si potrà vendere. Ma anche se il composto dovesse essere regalato, andrebbe bene lo stesso. Il compito principale dell’azienda è fare bene la raccolta».
Le proteste. Alcuni cittadini hanno fatto sentire la loro voce: «Prima, con il porta a porta, ci facevano anche la multa se si sgarrava». «L’ho sempre fatto in maniera convinta - dice una signora al telefono - ho sempre diviso tutto. Il sacchino dell’organico è sempre stato quello che dava e continua a dare più problemi. E ora scopro che tutti i sacrifici che ho fatto sono stati inutili. Mi limito a una domanda: i nostri amministratori lo sapevano? Ci ha preso in giro soltanto Geofor o anche l’amministrazione?» Abbiamo cercato l’assessore comunale Paolo Ghezzi cui girare la domanda, ma non siamo riuciti a contattarlo.
L’inutilità.Chi conosce bene come funziona la raccolta differenziata è Stefano Teotino, consigliere comunale di Rifondazione comunista, che lavora proprio alla Geofor. «La raccolta dell’organico come è organizzata oggi non serve a nulla - dice senza giri di parole Teotino -. È una situazione che si prolunga dal 2002, dai tempi dello scandalo di “Striscia la notizia”. Solo che, allora, gettare l’organico in discarica non era ammesso al contrario di oggi. Il cittadino che ogni giorno divide l’organico di fatto lo fa per niente e l’ordinanza della Provincia lo dimostra».
La Provincia. L’amministrazione provinciale svolge un ruolo di programmazione e indirizzo (attraverso il piano di smaltimento dei rifiuti, la cui nuova versione sarà pronta a breve, che comprende indicazioni specifiche per la raccolta differenziata), ma anche di controllo. In quest’ultimo ambito, nel mese di aprile, è stata eseguita una verifica della qualità della raccolta dell’organico, materiale di qualità così scarso che la Provincia ha ordinato che non può essere utilizzato come compost (ammendante è il termine esatto) per l’agricoltura. Geofor utilizza l’organico come “capping”, ovvero come copertura dei cumuli di immondizia che si formano nelle discariche. Sopra il capping ci va altra immondizia e poi altro capping, così a strati. Per dieci mesi, l’organico è andato nella discarica di Peccioli, ora sta andando alla Rea di Rosignano. «L’allora amministratore delegato di Geofor, Giovanni Frucci, prima delle sue dimissioni per lo scandalo dei dati taroccati - spiega ancora Teotino - sosteneva che il compost non ha commercio. Il concime per l’agricoltura deve essere fatto bene. Il nostro compost si è ammucchiato, non lo ha voluto nessuno, alla fine in parte è stato regalato».
Impianto superato. Perché il compost è di scarsa qualità? La Geofor fa sapere che la risposta ufficiale arriverà nel corso di una conferenza stampa che sarà convocata nei prossimi giorni. Si sa che la raccolta dell’organico che arriva alla discarica di Pontedera non è pura. Ciò significa che nel sacchino o direttamente nel cassonetto di colore marrone destinato all’organico, qualcuno infila anche materiale inerte. La Provincia ha trovato troppi “sassolini” nell’organico. Tuttavia, l’impianto di Geofor non è in grado di fare alcuna selezione. Sappiamo che Geofor sta lavorando ad un investimento di rinnovamento dell’impianto (da realizzarsi fra 12-14 mesi) che sarà in grado di separare l’organico dai “sassolini”.
Andare avanti. E nel frattempo, che fare? «Bisogna continuare sulla raccolta differenziata - dice lo stesso Teotino - sarebbe sbagliato tornare indietro perché non c’è solo il sacchino dell’organico. Il resto della raccolta differenziata funziona. Vetro, carta, plastica e multimateriale funziona perché passa attraverso la selezione manuale. Credo che dobbiamo incentivare la raccolta differenziata, il cittadino non va scoraggiato. È compito dell’azienda organizzare una corretta raccolta e un corretto smaltimento. Se l’impianto non è adeguato allo scopo, va sostituito. Se il compost sarà di qualità, si potrà vendere. Ma anche se il composto dovesse essere regalato, andrebbe bene lo stesso. Il compito principale dell’azienda è fare bene la raccolta».
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