Il Tirreno

Pisa

Ricordata la scrittrice Anna Maria Fiorentin

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 Nella sala dell'Ets, alla presenza di parenti ed amici è stata ricordata la scrittrice Anna Maria Fiorentin, vissuta a Pisa dopo il grande esodo del '48-49 dalla Venezia Giulia, Fiume, Pola e Dalmazia.  Plinio Bianchi, marito dell'autrice, da poco scomparsa, ha sottolineato la sua ricchezza spirituale, la sua intelligenza e l'amore per la sua terra abbandonata (Isola di Veglia) che riuscì ad esprimere nel quotidiano convivere e in una serie di libri interessanti. Nella presentazione dell'ultimo libro "Racconti", la prof. Anna Grazia Mattei, ha sottolineato come la forte spinta alla scrittura nasca in Anna Maria Fiorentin dall'esigenza etica di testimonianza e condivisione, dal bisogno di far conoscere Veglia, la sua isola natale nel Quarnaro, che è anche, metaforicamente, la terra dell'Io.  Il tessuto di questa raccolta di quattro storie, eterogenee nel contenuto, nella struttura e nello stili, è un viaggio memoriale dove, lasciati i panni della storica oggettivamente distaccata, la narratrice coglie la verità di fatti anche dolorosi con l'immediatezza del singolo vissuto, alternando il registro descrittivo a quello drammatico e a quello lirico.  Il prof. Corrado Ferretti ha quindi illustrato in un rapido riassunto, l'opera più ampia e valida della Fiorentin, sulla storia di "Veglia la spendidissima Civitas Curictarum", dai piu remoti abitanti neolitici alle dolorose vicende dell'esodo. Sono quattrocento pagine di storia degna del più affermato accademico. L'opera ha meritato il Premio Pisa per la saggistica, la presentazione all'Ateneo Veneto e la traduzione in lingua croata. Ha concluso Plinio Bianchi con la lettura di tre poesie a lei dedicate.

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