Rapinatore in fuga, ma in una strada senza uscita
Bandito-pasticcione condannato a 4 anni e 8 mesi: bloccato dai carabinieri mentre scappava a piedi
PISA. Ci aveva provato a fare il bandito. L’impegno, però, non era bastato. E anche la fortuna non aveva assistito un 26enne, nato a Pisa, da genitori marocchini, residente a Pontasserchio, che nell’aprile 2014 infilò una serie di gaffe da meritare l’“espulsione” da un ipotetico albo dei rapinatori. Una per tutte: in fuga dai carabinieri con un furgone rubato si era infilato in una strada di campagna senza uscita. Bocciato. Il conto in un’aula di giustizia è stato presentato ieri mattina dove il secondo collegio (presidente Salutini, a latere Degl’Innocenti e D’Auria) ha condannato in contumacia a 4 anni 8 mesi, Hisham El Hammoudi, difeso dall’avvocato Gabriele Dell’Unto. Il pm, Giovanni Porpora, aveva chiesto 4 anni per tentata rapina, ricettazione e furto aggravato. La carambola di inciampi capitati al 26enne sono da campionario degli errori di una aspirante protagoniste del crimine.
L’episodio risale all’aprile 2014. Hisham, in sella a uno scooter risultato rubato a Migliarino, si presenta intorno alle 18,30, con il volto oscurato dal casco, alla stazione di servizio Total Erg in via del Ponte a Caprona. L’approccio è quello del cliente all’apparenza innocuo. Mette 5 euro di carburante nel motorino e dà i soldi senza problemi. Poi chiede dell’olio e quando la benzinaia si avvia verso il casottino per prendere il prodotto, El Hammoudi, che la segue a piedi sempre con il casco, svela il reale motivo della sua presenza. Tira fuori la pistola, non si sa se giocattolo o vera, e minaccia la donna: «Dammi i soldi, dammi i soldi». In soccorso arriva il figlio che riesce a sventare la rapina e a mettere in fuga il malvivente. Corre a perdifiato Hisham e lascia sul posto lo scooter usato per il colpo che ormai è fallito. Ora deve pensare a non farsi prendere. Nella fuga nei campi il giovane si imbatte in un furgone. Sale, mette in moto e parte non sa bene neanche lui per quale meta. Di sicuro è inseguito dai carabinieri del nucleo radiomobile di Pisa e di Pontedera avvertiti, nel frattempo, dai gestori della stazione di servizio. Vaga per qualche chilometro senza un obiettivo che non sia quello di evitare l’arresto.
Quando imbocca una stradina di campagna pensa di trovare un riparo affidabile. Le sirene dei carabinieri lo incalzano. Percorse alcune decine di metri il bandito al volante del furgone deve arrendersi. Non ai militari, ma alla fine del viottolo imboccato con speranza e diventato un vicolo cieco. Non gli restano che le gambe da mettere in moto con una velocità che si rivelerà inutile. I carabinieri lo bloccano mettendo fine a una fuga da cartellino rosso per uno che vorrebbe fare il rapinatore, ma che non ha ancora imparato come si scappa.
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