Il Tirreno

l’appuntamento 

In un libro la voce della sofferenza di due donne attraverso un secolo

In un libro la voce della sofferenza di due donne attraverso un secolo

Chiude il ciclo alla libreria Coop di via Gori “Le formiche non hanno le ali” di Gentilini 

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PIOMBINO. Tutto per combattere un fenomeno ancora troppo presente. Venerdì 25 gennaio alla libreria Coop (via Gori) alle 16 a chiusura dell’iniziativa “Libere insieme contro la violenza sulle donne” – in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne, 25 novembre istituita dall’Onu nel 1999 e che ha visto varie iniziative organizzate in città – verrà presentato il libro “Le formiche non hanno le ali” (Mondadori Electa, collana Madeleines, pag. 163) di Silvia Gentilini. Introduce l’incontro Nicla Robba, commissione pari opportunità Comune di Piombino. Ingresso libero.

Le pagine del libro danno voce a una sofferenza personale, restituendo un intreccio narrativo che abbraccia un secolo e si fa avvincente epopea familiare.

Due donne legate dalla stessa sorte: essere costrette ad abbandonare il primogenito avuto in giovane età e in situazioni drammatiche. A unirle saranno la difficoltosa ricerca dei figli e la forza che troveranno in loro stesse per sopravvivere al peso del proprio dolore. A separarle i tempi, i luoghi e, soprattutto, le motivazioni che stanno dietro a quell’abbandono. Nata all’inizio degli anni sessanta, Emma cresce fra le violenze e i soprusi di un padre bipolare che sottomette la famiglia alle sue continue crisi. Ai primi del Novecento, Margherita, una ragazza di umili origini, è vittima di una madre insensibile e perbenista. “Le formiche non hanno le ali” è un romanzo che racconta la rinascita di due donne da un passato tragico e violento.

Quella di Emma è una storia vera. Vittima di violenza sessuale da parte del padre, Silva Gentilini ha costruito un’opera che, partendo da un’indicibile memoria intima, riesce a farsi racconto universale di una lenta e faticosa riconquista di sé. Quella di Margherita, ispirata alla vita della bisnonna dell’autrice, rappresenta un sapiente contrappunto alla claustrofobica vicenda di Emma e ci conduce in un’America sognata come terra promessa. –

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