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La “mappa dei bisogni” I pazienti oncologici indicano la strada

Gian Ugo Berti

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PIOMBINO. «Vorrei essere chiamata per nome e non con il numero della cartella clinica». A chiederlo è una paziente che, da anni, convive e combatte contro una malattia tumorale. «Quando entro in ospedale – suggerisce un’altra – mi sembra di fare tantissimi giri. Vorrei ci fosse all’ingresso una mappa adatta a me per prenotarmi».

C’è invece chi, sapendo navigare su internet, desidererebbe consultare da casa la propria cartella clinica e le analisi eseguite e da fare. Sono alcune richieste della “Mappa dei bisogni”, espresse attraverso ottocento suggerimenti di malati oncologici. L’iniziativa è stata presentata a Roma in una conferenza stampa promossa da Amgen, in collaborazione con Ail (Associazione italiana contro leucemie, linfomi e mieloma), Europa Donna Italia e Fondazione Aiom (Associazione italiana oncologia medica) (www.iamgenius.it).

L’elemento comune – ecco il messaggio – è il senso di solitudine di fronte al quadro clinico e che rende fondamentale l’ascolto, soprattutto da parte del medico e del personale sanitario, oltreché dei familiari. In questo percorso deve però inserirsi sempre più il progresso tecnologico, un canale digitale capace di dare voce ai pazienti ed alle famiglie per un riscontro maggiormente realistico delle necessità cliniche e gestionali.

Il problema della solitudine – si è quindi sottolineato – si rispecchia anche nel ruolo del medico che deve saper comunicare i passaggi dell’iter terapeutico. In Val di Cornia ed Isola d’Elba, sono circa cinquecento i casi annui di tumore.

Gian Ugo Berti

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