In crescita le fumatrici e le malattie polmonari ma anche le cure possibili
Simbolo d’emancipazione sociale, l’abitudine al fumo tra le donne sta rivelando oggi i suoi aspetti negativi: si dimostrano in crescita i casi di tumore polmonare nel sesso femminile (circa cinquanta...
Simbolo d’emancipazione sociale, l’abitudine al fumo tra le donne sta rivelando oggi i suoi aspetti negativi: si dimostrano in crescita i casi di tumore polmonare nel sesso femminile (circa cinquanta l’anno nella popolazione complessiva in Val di Cornia ed Isola d’Elba). Non è la sola causa – s’è detto nella conferenza stampa a Roma presso il ministero della salute – perché l’inquinamento ambientale gioca sempre più un ruolo negativo, così come la scarsa informazione.
Notizie positive sono in ogni modo rappresentate dai passi avanti che emergono nella qualità delle cure. Con i nuovi farmaci, ma in particolari tipi di tumori del polmone, sta prendendo corpo la “medicina di precisione”. Una novità che viene incontro anche ai tempi clinici ristretti nella sua evoluzione (a 5 anni dalla comparsa, sopravvivenza del 16%, in linea con la media europea, anche perché spesso tardiva è la diagnosi). Dalla biopsia (esame microscopico d’un frammento di tessuto) può partire un percorso diagnostico selettivo.
Con le analisi molecolari, s’identificano mutazioni genetiche che indicano cure specifiche. In pratica, ogni caso possiede una propria “targa” di riconoscimento. Si tratta però di farmaci a limitata durata d’azione, per lo sviluppo di meccanismi di resistenza che ne impediscono il regolare funzionamento. Là dove così non sia, l’altra novità è l’immunoterapia che, affiancata alla chemioterapia tradizionale, costituisce una concreta speranza. Lo hanno stigmatizzato i risultati del Rapporto 2018 LuCE, “Lung Cancer Europe”, disegnando una situazione critica, perché diversa a livello territoriale.
GIAN UGO BERTI
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