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Occhio secco e menopausa, diagnosi precoce
Donne in menopausa ed occhio secco: accade nella metà dei casi, comunque doppio, in meda, rispetto agli uomini. La causa principale è il progressivo calo degli ormoni estrogeni che riduce l’attività...
Donne in menopausa ed occhio secco: accade nella metà dei casi, comunque doppio, in meda, rispetto agli uomini.
La causa principale è il progressivo calo degli ormoni estrogeni che riduce l’attività delle ghiandole lacrimali, provocando arrossamento, bruciore, dolore, sensazione di occhio secco, ridotta tolleranza alle lenti a contatto. Ma anche l’abitudine all’impiego del trucco ed, in generale, l’uso prolungato dei computer, l’ambiente a ridotto gradiente d’umidità, l’eccessiva esposizione al sole, l’inquinamento ambientale. Il trucco, infatti, entra in contatto con la radice delle ciglia ed è in grado di creare giorno dopo giorno, problemi, al di là di scelte cosmetologiche e reattività personale. Le lenti a contato favoriscono il ristagno delle lacrime che si crea fra loro e la superficie oculare, specie se si portassero quelle di tipo morbido. Il dato è emerso a Milano alla presentazione della campagna nazione d’informazione dedicata alle donne, promossa dal Centro italiano occhio secco (www. centroitalianoocchiosecco). Non va dimenticato al contempo il ricorso a farmaci antidepressivi, cortisonici, antiallergici.
Secondo l’OMS, si tratta della malattia più sottovalutata e meno curata (2 mila casi, complessivamente, in Val di Cornia ed Isola d’Elba). Se trascurato e non ben curato, negli anni, diventa irreversibile. Ecco l’importanza d’una diagnosi precoce (fin dalla pre-menopausa ed anche nel corso di gravidanza) e d’una corretta terapia. È comunque un percorso individuale che tenga conto delle condizioni della paziente, lavorative ad ambientali. Circa le cure, terapie sostitutive a base di acido jaluronico o lacrime artificiali od integratori con estradiolo. Gian Ugo Berti
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