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La storia antica della Val di Cornia
SAN VINCENZO. Si intitola “La Val di Cornia tra la Preistoria e la Romanità”, il breve ciclo di incontri organizzato dall’assessorato alla cultura del Comune di San Vincenzo in collaborazione con l’As...
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SAN VINCENZO. Si intitola “La Val di Cornia tra la Preistoria e la Romanità”, il breve ciclo di incontri organizzato dall’assessorato alla cultura del Comune di San Vincenzo in collaborazione con l’Associazione Archeologica Piombinese che si svolgeranno nella sala consiliare della Torre (nella foto). Il primo appuntamento, dal titolo “L’insediamento neolitico del Garden Club Toscana” si terrà sabato alle 17.
Il professor Fabio Fedeli illustrerà i risultati delle ricerche di superficie e delle campagne di scavo condotte tra il 1987 ed il 1992 nell’area del villaggio turistico, che hanno messo in luce la frequentazione dell’area da parte di genti del Neolitico Antico e l’esistenza di un vero e proprio insediamento del Neolitico Recente. Gli estesi sbancamenti per la realizzazione degli immobili del Garden Club misero in luce numerosi focolari di epoche diverse, i più antichi dei quali (V millennio a. C.) conservavano ancora parte della suppellettile domestica, oltre ad alcune cuspidi di freccia.
Domenica 4 febbraio alle 17 invece Piero Cavicchi parlerà de “Il mistero di Caio Trebazio”. In un articolo pubblicato nel 1963 fu rivelato che nei pressi di Venturina era stata rinvenuta nel 1934, durante lavori agricoli, una gemma romana con l’incisione di un volto maschile e dell’iscrizione C. Trebatius, ma ancora oggi non si sa dove si trovi il reperto e chi abbia fatto il ritrovamento. Una ricerca, iniziata più di 40 anni dopo, ha portato a collegare il nome inciso sulla misteriosa gemma ad una villa romana di cui restano tracce presso la via di Bazzana, a pochi chilometri da Venturina. Compreso nell’abitato di Venturina a Caldana, si trova un mausoleo di età romana, verosimilmente del I secolo d. C. , che si presta a numerosi confronti con monumenti molto simili, soprattutto in Umbria e nel Lazio.
Il professor Fabio Fedeli illustrerà i risultati delle ricerche di superficie e delle campagne di scavo condotte tra il 1987 ed il 1992 nell’area del villaggio turistico, che hanno messo in luce la frequentazione dell’area da parte di genti del Neolitico Antico e l’esistenza di un vero e proprio insediamento del Neolitico Recente. Gli estesi sbancamenti per la realizzazione degli immobili del Garden Club misero in luce numerosi focolari di epoche diverse, i più antichi dei quali (V millennio a. C.) conservavano ancora parte della suppellettile domestica, oltre ad alcune cuspidi di freccia.
Domenica 4 febbraio alle 17 invece Piero Cavicchi parlerà de “Il mistero di Caio Trebazio”. In un articolo pubblicato nel 1963 fu rivelato che nei pressi di Venturina era stata rinvenuta nel 1934, durante lavori agricoli, una gemma romana con l’incisione di un volto maschile e dell’iscrizione C. Trebatius, ma ancora oggi non si sa dove si trovi il reperto e chi abbia fatto il ritrovamento. Una ricerca, iniziata più di 40 anni dopo, ha portato a collegare il nome inciso sulla misteriosa gemma ad una villa romana di cui restano tracce presso la via di Bazzana, a pochi chilometri da Venturina. Compreso nell’abitato di Venturina a Caldana, si trova un mausoleo di età romana, verosimilmente del I secolo d. C. , che si presta a numerosi confronti con monumenti molto simili, soprattutto in Umbria e nel Lazio.
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