In sala consiliare viaggio tra gli scatti di Gias Carobbi
PIOMBINO. Oggi alle 17, nella sala consiliare del Comune di Piombino, sarà presentato “Gias Carobbi fotografo”, libro fotografico dedicato al lavoro dell’artista pistoiese (nella foto un suo scatto)....
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PIOMBINO. Oggi alle 17, nella sala consiliare del Comune di Piombino, sarà presentato “Gias Carobbi fotografo”, libro fotografico dedicato al lavoro dell’artista pistoiese (nella foto un suo scatto). All’evento, organizzato da Comune di Piombino e Associazione Porta a Terra, saranno presenti il sindaco Massimo Giuliani, l’assessora alla Cultura Paola Pellegrini, il critico d’arte Fabio Canessa, la presidente del quartiere Porta a Terra, Silvia Gianfaldoni, Franco Martinozzi dell’Associazione Porta a Terra, Otello Foggi, collega di Carobbi e Luciano Tovoli, direttore della fotografia. Gias Carobbi era di origine pistoiese, ma ha vissuto gran parte della sua vita a Piombino, dove si è occupato di fotografia per oltre trent’anni. Tra gli anni 60 e 70, in particolare, ha vinto numerosi riconoscimenti, tra cui la medaglia d'argento alla mostra internazionale di Fermo “Reportage e Racconti Fotografici” e il primo premio al concorso nazionale di Ferrara. In seguito, con l'impiego al Comune di Piombino, ha dedicato la sua opera all'attività di documentazione dell'ente, ottenendo ulteriori riconoscimenti e organizzando mostre in tutta Italia. Luciano Tovoli, direttore della fotografia che vanta collaborazioni professionali con registi come Luigi Comencini, Mauro Bolognini, Michelangelo Antonioni ed Ettore Scola, di Carobbi scrive: «Nel suo negozio di barberia Gias aveva attrezzato una semplice ma completa camera oscura perennemente in funzione. I suoi clienti apparivano ormai rassegnati o forse anche divertiti a essere lasciati a metà di un taglio di capelli, con Gias che scompariva nella camera oscura per fissare un negativo o per perfezionare una stampa, che poi esponeva al giudizio immediato di tutti i clienti ed amici. Gias era un interlocutore speciale, di cultura semplice, di talento innato. Libero da preconcetti di stile e di ideologia, egli semplicemente amava la fotografia, amava l'odore dello sviluppo, amava l'alchimia della miscelazione dei bagni. Altri potranno parlare dei valori o dei limiti della sua opera, certamente non io. Per me “Gias Carobbi fotografo” è una semplice ma veritiera immagine di una persona eccezionale, di un artista puro».
Claudia Guarino
Claudia Guarino
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