SALUTE
Troppo zucchero poca memoria
PIOMBINO. Zucchero (nella foto) e memoria non vanno d’accordo. Lo sostiene, in proposito, uno studio scientifico italiano.Andiamo con ordine. Poco zucchero – ed al contempo poche calorie – proteggono...
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PIOMBINO. Zucchero (nella foto) e memoria non vanno d’accordo.
Lo sostiene, in proposito, uno studio scientifico italiano.
Andiamo con ordine.
Poco zucchero – ed al contempo poche calorie – proteggono lo stato di salute della memoria e le capacità d’apprendimento.
Al contrario – si precisa ancora – un loro eccesso danneggia le cellule staminali dell’ippocampo, il centro del cervello deputato alla formulazione dei ricordi.
Primo punto. In sostanza, più tende a calare il numero di queste preziose cellule, di conseguenza più aumentano i disturbi cognitivi specie nella persona anziana.
Tutto ciò perché accadrebbe, si chiedono i ricercatori? Semplice.
Troppo zucchero, assunto attraverso l’abituale alimentazione quotidiana, impedisce alle cellule staminali appunto di autoriprodursi.
In questo modo – così continua la ricerca – si vengono a bruciare le utili riserve cellulari destinate a produrre nuovi neuroni ovvero le cellule nervose. Dunque – si va a concludere – un eccesso di zuccheri raffinati come quelli presenti nei dolciumi, nelle bibite ed il cosiddetto cibo spazzatura deteriora giorno dopo giorno la normale funzionalità della memoria ed, assieme, dell’apprendimento. Dipende anche da ciascuno di noi. Si tratta infatti di uno stile di vita, dove gli eccessi hanno sempre, prima o poi, dei risvolti negativi.
Utile è comunque parlarne con il proprio medico di fiducia. Dice un saggio proverbio toscano, “Meglio avere paura che toccarne”. La salute è il bene più prezioso.
Gian Ugo Berti
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Lo sostiene, in proposito, uno studio scientifico italiano.
Andiamo con ordine.
Poco zucchero – ed al contempo poche calorie – proteggono lo stato di salute della memoria e le capacità d’apprendimento.
Al contrario – si precisa ancora – un loro eccesso danneggia le cellule staminali dell’ippocampo, il centro del cervello deputato alla formulazione dei ricordi.
Primo punto. In sostanza, più tende a calare il numero di queste preziose cellule, di conseguenza più aumentano i disturbi cognitivi specie nella persona anziana.
Tutto ciò perché accadrebbe, si chiedono i ricercatori? Semplice.
Troppo zucchero, assunto attraverso l’abituale alimentazione quotidiana, impedisce alle cellule staminali appunto di autoriprodursi.
In questo modo – così continua la ricerca – si vengono a bruciare le utili riserve cellulari destinate a produrre nuovi neuroni ovvero le cellule nervose. Dunque – si va a concludere – un eccesso di zuccheri raffinati come quelli presenti nei dolciumi, nelle bibite ed il cosiddetto cibo spazzatura deteriora giorno dopo giorno la normale funzionalità della memoria ed, assieme, dell’apprendimento. Dipende anche da ciascuno di noi. Si tratta infatti di uno stile di vita, dove gli eccessi hanno sempre, prima o poi, dei risvolti negativi.
Utile è comunque parlarne con il proprio medico di fiducia. Dice un saggio proverbio toscano, “Meglio avere paura che toccarne”. La salute è il bene più prezioso.
Gian Ugo Berti
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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