«Era una scommessa, noi l’abbiamo vinta»
di Daniele Perini
Cesare e Leonardo chiudono stasera (con una festa) il primo anno di gestione del locale di viale del Popolo
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PIOMBINO. In una città colpita dalla crisi, con una forte monocultura industriale, due ragazzi hanno perseguito i propri obiettivi seguendo le loro passioni. Cesare Bonanni e Leonardo Tondo, piombinesi di 26 e 25 anni, dopo una serie di esperienze lavorative nel settore, hanno scelto di mettersi in proprio e di rilevare “Il barrino” di viale del Popolo, a Piombino.
«Ho iniziato 8 anni fa lavorando alla Rocchetta in Piazza Bovio, poi ci sono state le esperienze al Brulotto e al ristorante Calamoresca Beach» spiega Leonardo parlando delle passate esperienze lavorative nei locali di Piombino. «Io sono partito dal ristorante Il Pino a Carbonifera e, dopo aver lavorato alla Bifora, alla Pecora Nera, al Big Ben e in quel paradiso di Calamoresca al Gattarossa»: sono invece questi i posti di lavoro in cui Cesare racconta di essere cresciuto.
Dopo la stagione in montagna insieme, a Montgenévre, altra fondamentale tappa nella loro crescita lavorativa, c’è un altro inizio. Un passo difficile da compiere. Un investimento importante in termini di denaro e passione. Decidono di rilevare la gestione dell’attività del barrino. «Già dall’anno scorso si parlava di una nostra possibile gestione del bar ma noi in realtà non avevamo mai pensato a questa cosa – racconta ancora Cesare –. L’anno successivo invece ci ha contattato Manuel Madau, ex gestore del locale di proprietà di Daniele Criscuolo, e ci ha proposto di volerci affidare questo posto. Noi avevamo voglia di fare il nostro lavoro, quello che abbiamo sempre fatto da dipendenti, cercando di migliorare quello che avevamo imparato e le cose che ci siamo portati dietro dalle vecchie esperienze. Poterlo fare in un posto proprio, rendendo conto solo alle nostre voglie e a quello che abbiamo ritenuto fosse meglio fare, è stato bello. Abbiamo potuto decidere come gestire un locale per la prima volta, lo abbiamo fatto insieme e in un posto bellissimo. Le idee ci sono venute giorno dopo giorno e pensiamo già adesso alle innovazioni che vorremmo fare il prossimo anno. Ci mettiamo a tavolino, chiacchieriamo ed organizziamo. Così si è concretizzato tutto, anche prima di accettare: ne abbiamo parlato, le parole sono diventate cifre e poi è arrivata la firma del contratto ed è partito tutto».”
Così spiegano quello che è successo e il motivo per il quale hanno fatto deciso di lanciarsi in questa avventura. La voglia di mettersi in gioco ad un’età in cui solitamente non si riesce a prendere queste decisioni e spesso non si hanno neanche le possibilità di farlo, è data anche dalla volontà forte di valorizzare un posto in cui sono cresciuti ed in cui queste iniziative sono sempre più difficili da mettere in pratica. «Un problema grosso di questa città è la poca voglia di tirarsi su le maniche e iniziare a capire cosa possiamo fare per ripartire e sfruttare le proprie capacità e i luoghi ed il clima che la nostra zona ci offre». A parlare è Cesare, seduto al bar che ha mandato avanti per la sua prima stagione da titolare, ancora una volta accanto al suo socio Leonardo che commenta: «Ci piace pensare di aver dato la dimostrazione che con la serietà e la voglia si possano fare buone cose. Ci piacerebbe essere primi di tanti ragazzi che provano a fare ciò che gli piace in modo autonomo. Ed è motivo di orgoglio il fatto che il nostro lavoro sia stato apprezzato da più generazioni».
Ed i meriti di questi due ragazzi sono stati appunto quelli di saper offrire un’atmosfera accogliente ed un buon servizio grazie alle loro capacità e le loro esperienze, cercando di divertirsi nel farlo e cercando di fare sempre il meglio. «Tutto questo grazie a chi ci ha dato una mano, a partire dalle nostre famiglie – ringraziano Leonardo e Cesare – che, fin da quando eravamo ancora in montagna a lavoro, hanno iniziato ad aiutarci. Amedeo Delle Piane il nostro più grande collaboratore che, in prima persona, ci ha permesso di essere pronti prima ancora di essere tornati a Piombino. Lui si è preso il compito di aiutarci con tutte le questioni burocratiche e lui, quanto noi e ancor dapprima di noi, ha lavorato come un matto fino alla fine. Il nostro gruppo di amici che in fase di preparazione ci hanno fatto da squadra operativa e le ragazze, Martina, Giorgia, Giada e Luisa, che hanno lavorato con noi durante quest’estate sono le altre persone che ci hanno supportato e accompagnato in questa prima avventura. Ovviamente ringraziamo con il cuore anche chi è stato a trovarci, i nostri amici e clienti, i frequentatori più assidui e anche chi è venuto una volta ed ha apprezzato ciò che gli abbiamo saputo offrire. Ed infine anche i gruppi e gli artisti, tutti, che si sono esibiti e ci hanno saputo far emozionare mettendo in mostra talenti incredibili. È stata infatti un’altra nostra scelta quella di far suonare persone del posto che riteniamo bravissime e alle quali abbiamo offerto molto volentieri questa possibilità».
L’avventura di questa stagione si chiude, stasera: «Stiamo organizzando una bella festa. Tante piccole idee, anche queste, per cercare di far divertire tutti quelli che decideranno di passare la serata con noi. Ci sarà una squadra di animazione con spogliarelliste, cubisti e drag queen a vivacizzare l’evento. Inoltre abbiamo invitato tre bartender che si esibiranno in uno spettacolo di flair a ritmo della musica di Giacomo Donati, che animerà la serata fino alle 2 di notte». Questo il programma della serata della chiusura stagionale al barrino di Cesare Bonanni e Leonardo Tondo, i baristi che quest’estate hanno fatto conoscere “Il barrino” per quella che era la loro idea di locale.
«Ho iniziato 8 anni fa lavorando alla Rocchetta in Piazza Bovio, poi ci sono state le esperienze al Brulotto e al ristorante Calamoresca Beach» spiega Leonardo parlando delle passate esperienze lavorative nei locali di Piombino. «Io sono partito dal ristorante Il Pino a Carbonifera e, dopo aver lavorato alla Bifora, alla Pecora Nera, al Big Ben e in quel paradiso di Calamoresca al Gattarossa»: sono invece questi i posti di lavoro in cui Cesare racconta di essere cresciuto.
Dopo la stagione in montagna insieme, a Montgenévre, altra fondamentale tappa nella loro crescita lavorativa, c’è un altro inizio. Un passo difficile da compiere. Un investimento importante in termini di denaro e passione. Decidono di rilevare la gestione dell’attività del barrino. «Già dall’anno scorso si parlava di una nostra possibile gestione del bar ma noi in realtà non avevamo mai pensato a questa cosa – racconta ancora Cesare –. L’anno successivo invece ci ha contattato Manuel Madau, ex gestore del locale di proprietà di Daniele Criscuolo, e ci ha proposto di volerci affidare questo posto. Noi avevamo voglia di fare il nostro lavoro, quello che abbiamo sempre fatto da dipendenti, cercando di migliorare quello che avevamo imparato e le cose che ci siamo portati dietro dalle vecchie esperienze. Poterlo fare in un posto proprio, rendendo conto solo alle nostre voglie e a quello che abbiamo ritenuto fosse meglio fare, è stato bello. Abbiamo potuto decidere come gestire un locale per la prima volta, lo abbiamo fatto insieme e in un posto bellissimo. Le idee ci sono venute giorno dopo giorno e pensiamo già adesso alle innovazioni che vorremmo fare il prossimo anno. Ci mettiamo a tavolino, chiacchieriamo ed organizziamo. Così si è concretizzato tutto, anche prima di accettare: ne abbiamo parlato, le parole sono diventate cifre e poi è arrivata la firma del contratto ed è partito tutto».”
Così spiegano quello che è successo e il motivo per il quale hanno fatto deciso di lanciarsi in questa avventura. La voglia di mettersi in gioco ad un’età in cui solitamente non si riesce a prendere queste decisioni e spesso non si hanno neanche le possibilità di farlo, è data anche dalla volontà forte di valorizzare un posto in cui sono cresciuti ed in cui queste iniziative sono sempre più difficili da mettere in pratica. «Un problema grosso di questa città è la poca voglia di tirarsi su le maniche e iniziare a capire cosa possiamo fare per ripartire e sfruttare le proprie capacità e i luoghi ed il clima che la nostra zona ci offre». A parlare è Cesare, seduto al bar che ha mandato avanti per la sua prima stagione da titolare, ancora una volta accanto al suo socio Leonardo che commenta: «Ci piace pensare di aver dato la dimostrazione che con la serietà e la voglia si possano fare buone cose. Ci piacerebbe essere primi di tanti ragazzi che provano a fare ciò che gli piace in modo autonomo. Ed è motivo di orgoglio il fatto che il nostro lavoro sia stato apprezzato da più generazioni».
Ed i meriti di questi due ragazzi sono stati appunto quelli di saper offrire un’atmosfera accogliente ed un buon servizio grazie alle loro capacità e le loro esperienze, cercando di divertirsi nel farlo e cercando di fare sempre il meglio. «Tutto questo grazie a chi ci ha dato una mano, a partire dalle nostre famiglie – ringraziano Leonardo e Cesare – che, fin da quando eravamo ancora in montagna a lavoro, hanno iniziato ad aiutarci. Amedeo Delle Piane il nostro più grande collaboratore che, in prima persona, ci ha permesso di essere pronti prima ancora di essere tornati a Piombino. Lui si è preso il compito di aiutarci con tutte le questioni burocratiche e lui, quanto noi e ancor dapprima di noi, ha lavorato come un matto fino alla fine. Il nostro gruppo di amici che in fase di preparazione ci hanno fatto da squadra operativa e le ragazze, Martina, Giorgia, Giada e Luisa, che hanno lavorato con noi durante quest’estate sono le altre persone che ci hanno supportato e accompagnato in questa prima avventura. Ovviamente ringraziamo con il cuore anche chi è stato a trovarci, i nostri amici e clienti, i frequentatori più assidui e anche chi è venuto una volta ed ha apprezzato ciò che gli abbiamo saputo offrire. Ed infine anche i gruppi e gli artisti, tutti, che si sono esibiti e ci hanno saputo far emozionare mettendo in mostra talenti incredibili. È stata infatti un’altra nostra scelta quella di far suonare persone del posto che riteniamo bravissime e alle quali abbiamo offerto molto volentieri questa possibilità».
L’avventura di questa stagione si chiude, stasera: «Stiamo organizzando una bella festa. Tante piccole idee, anche queste, per cercare di far divertire tutti quelli che decideranno di passare la serata con noi. Ci sarà una squadra di animazione con spogliarelliste, cubisti e drag queen a vivacizzare l’evento. Inoltre abbiamo invitato tre bartender che si esibiranno in uno spettacolo di flair a ritmo della musica di Giacomo Donati, che animerà la serata fino alle 2 di notte». Questo il programma della serata della chiusura stagionale al barrino di Cesare Bonanni e Leonardo Tondo, i baristi che quest’estate hanno fatto conoscere “Il barrino” per quella che era la loro idea di locale.
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