cnr e ibem piombino
Droni subacquei testati a Pianosa
PIANOSA . Eseguiti i primi test sul monitoraggio dei fondali marini con droni subacquei intorno all’isola di Pianosa. Impegnati Luca Gasperini e la Alina Polonia dell’Ismar – Cnr di Bologna in...
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PIANOSA . Eseguiti i primi test sul monitoraggio dei fondali marini con droni subacquei intorno all’isola di Pianosa.
Impegnati Luca Gasperini e la Alina Polonia dell’Ismar – Cnr di Bologna in collaborazione con l’Istituto di biologia e ecologia marina di Piombino insieme a Michele Magri per l’Ibem, che hanno effettuato le prime riprese subacquee con droni.
«L’obbiettivo – spiegano all’Istituto di biologia marina di Piombino – era sperimentare la loro precisione nei rilevamenti delle praterie di Posidonia oceanica, rocce, distese algali, composizione dei fondali e la qualità delle riprese». I droni vengono utilizzati sia liberi di navigare sull’acqua che, come nelle prove eseguite da Cnr ed Ibem a Pianosa, applicando strumentazioni sotto un battello di appoggio (nella foto).
I droni usati dai ricercatori, Gasperini ed i sui colleghi, sono nuovi sistemi autonomi per lo studio ed il monitoraggio degli ambienti acquatici. L’importanza grandissima che hanno nello studio dell’ambiente marino, data la precisione dei rilevamenti, potrà aiutare ad esempio ad identificare, anno dopo anno, eventuali arretramenti del limite superiore delle prateria di Posidonia oceanica con conseguente aumento dell’erosione costiera. Gasperini ha sottolineato che Pianosa, «per la sua conformazione geologica nel tempo, per la trasparenza dell’acqua e per l’isolamento che ha avuto dalle attività antropiche è l’isola ideale, in tutto il Mediterraneo, per effettuare sperimentazioni con i droni».
L’Ibem ringrazia «la direzione dell’Ente Parco dell’Arcipelago Toscano che ha collaborato alla buona riuscita della giornata di test subacquei che – si sottolinea – ha aperto nuovi orizzonti nello studio dell’habitat mapping marino».
Impegnati Luca Gasperini e la Alina Polonia dell’Ismar – Cnr di Bologna in collaborazione con l’Istituto di biologia e ecologia marina di Piombino insieme a Michele Magri per l’Ibem, che hanno effettuato le prime riprese subacquee con droni.
«L’obbiettivo – spiegano all’Istituto di biologia marina di Piombino – era sperimentare la loro precisione nei rilevamenti delle praterie di Posidonia oceanica, rocce, distese algali, composizione dei fondali e la qualità delle riprese». I droni vengono utilizzati sia liberi di navigare sull’acqua che, come nelle prove eseguite da Cnr ed Ibem a Pianosa, applicando strumentazioni sotto un battello di appoggio (nella foto).
I droni usati dai ricercatori, Gasperini ed i sui colleghi, sono nuovi sistemi autonomi per lo studio ed il monitoraggio degli ambienti acquatici. L’importanza grandissima che hanno nello studio dell’ambiente marino, data la precisione dei rilevamenti, potrà aiutare ad esempio ad identificare, anno dopo anno, eventuali arretramenti del limite superiore delle prateria di Posidonia oceanica con conseguente aumento dell’erosione costiera. Gasperini ha sottolineato che Pianosa, «per la sua conformazione geologica nel tempo, per la trasparenza dell’acqua e per l’isolamento che ha avuto dalle attività antropiche è l’isola ideale, in tutto il Mediterraneo, per effettuare sperimentazioni con i droni».
L’Ibem ringrazia «la direzione dell’Ente Parco dell’Arcipelago Toscano che ha collaborato alla buona riuscita della giornata di test subacquei che – si sottolinea – ha aperto nuovi orizzonti nello studio dell’habitat mapping marino».
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