Il Tirreno

cerimonia d’inaugurazione per l’opera donata da flavio melani 

Gran festa ai Diaccioni per Picitrì grazie a una statua e tanti ricordi

Gran festa ai Diaccioni per Picitrì grazie a una statua e tanti ricordi

PIOMBINO. Più che una cerimonia, una festa di famiglia nel piccolo spazio verde davanti alla chiesina dei Diaccioni per l’inaugurazione del il monumento dedicato a Picitrì. «Il cane – ricorda Pablo...

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PIOMBINO. Più che una cerimonia, una festa di famiglia nel piccolo spazio verde davanti alla chiesina dei Diaccioni per l’inaugurazione del il monumento dedicato a Picitrì. «Il cane – ricorda Pablo Gorini intervenuto anche durante la cerimonia – la cui toccante vicenda è entrata a far parte integrante della vita e delle memorie storiche del quartiere, coinvolgendo la totalità degli abitanti, dai più anziani che quell’esperienza l’hanno vissuta di persona, ai più giovani, cui l’hanno trasmessa coi ricordi di genitori e nonni. Dopo Lampo, il cane viaggiatore, è, a ben vedere – dice Gorini – il secondo animale domestico che, nel nostro comprensorio, ha avuto l’onore di una statua».

Un momento per ritrovarsi e ricordare: nel giardino tanti abitanti, ma pure il vicesindaco Stefano Ferrini, l’assessore alla cultura Paola Pellegrini, il presidente di quartiere Daniele Bientinesi. Gran festeggiato l’autore dell’opera che, con assoluta generosità, ha messo a disposizione il suo multiforme talento. Flavio Melani, orgogliosamente volterrano d’origine, da oltre sessant’anni ha diviso il suo impegno d’artista tra l’insegnamento e l’attività di pittore e scultore, assurgendo alla dimensione di vero e proprio maestro. Legato ad un figurativismo di stampo realistico e di classica semplicità, Melani si è creato un codice stilistico originalissimo ed inconfondibile, riuscendo a trattare, con la stessa efficacia, temi sacri e profani, anche se fra le sue creazioni più suggestive si possono annoverare quelle pervase da un profondo spirito religioso. Come quelle che, attualmente, abbelliscono le chiese di Donoratico e di Volterra, i santuari di Loreto, di Corleone, di San Giovanni Rotondo, della Madonna del Frassine. «Affascinante il suo modo di trattare la creta – sottolinea Pablo Gorini – con una tecnica antichissima eppure dal respiro così attuale che lo lega alla grande coroplastica etrusca di cui sembra un naturale e degno erede. Centinaia le sue opere visibili in molti dei più bei borghi d’Italia, a partire dall’ormai famosa statua della carducciana Nonna Lucia che, a Bolgheri, è divenuta una vera e propria attrazione. Voglio però ricordare le grandiose figure in terracotta che, dal 2000, adornano la facciata della chiesa di San Giuseppe Artigiano a Salivoli e, sempre a Piombino, il San Francesco del transetto esterno della dell’Immacolata. Merito suo – conclude – se le generazioni a venire potranno specchiarsi nello sguardo dolce e bonario di Picitrì (Piccolo cinese triste) perpetuandone la memoria».

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