Italia
SALUTE
Quell’affanno che non va via, brutto segnale
PIOMBINO. Comincia sempre più spesso a mancare il fiato, anche per modesti sforzi. Sono segnali importanti – soprattutto fra i fumatori – per parlarne col medico. Si dimostrano disturbi non rari e...
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PIOMBINO. Comincia sempre più spesso a mancare il fiato, anche per modesti sforzi. Sono segnali importanti – soprattutto fra i fumatori – per parlarne col medico. Si dimostrano disturbi non rari e comuni a varie malattie. Una di queste può essere il tumore al polmone. Una diagnosi precoce con l’ausilio di esami radiografici, TAC e risonanza nucleare Magnetica si dimostra fondamentale per rendere più efficace le cure e migliorare la prognosi. Le novità in medicina sono rappresentate dalla presenza di vari tipi di malattia, in base a precisi esami di laboratorio: come il tumore a “piccole” cellule o microcitoma ed a “non piccole cellule”. Differenza tutt’altro che secondaria, perché differenti appaiono le scelte di cura. Lo si è sottolineato, a Firenze, ad un incontro fra specialisti oncologi presso l’azienda ospedaliero Universitaria Careggi. Attualmente la rete oncologica toscana si sta dimostrando valida e funzionale nel fornire, la possibilità di accedere ai test molecolari.
Tali esami e le nuove terapie personalizzate – secondo Francesco Di Costanzo, direttore della struttura complessa oncologia medica AOUC - hanno senz’altro migliorato le prospettive di trattamento e sopravvivenza. In particolare, gli esami molecolari sono in grado d’identificare l’alterazione genetica specificatamente coinvolta, nella crescita d’un certo tipo di tumore. Secondo Gabriella Fontanini, responsabile del laboratorio di patologia molecolare, unità operativa anatomia Patologica 3°, dell’azienda ospedaliero Universitaria Pisana, “Sono indispensabili perché possono identificare, se presenti, alterazioni genetiche, bersaglio utile per farmaci selettivi ed “intelligenti”. In termini d’efficacia di cura, positivi risultati – si è così concluso – sta fornendo il crizotinib.
Gian Ugo Berti
Tali esami e le nuove terapie personalizzate – secondo Francesco Di Costanzo, direttore della struttura complessa oncologia medica AOUC - hanno senz’altro migliorato le prospettive di trattamento e sopravvivenza. In particolare, gli esami molecolari sono in grado d’identificare l’alterazione genetica specificatamente coinvolta, nella crescita d’un certo tipo di tumore. Secondo Gabriella Fontanini, responsabile del laboratorio di patologia molecolare, unità operativa anatomia Patologica 3°, dell’azienda ospedaliero Universitaria Pisana, “Sono indispensabili perché possono identificare, se presenti, alterazioni genetiche, bersaglio utile per farmaci selettivi ed “intelligenti”. In termini d’efficacia di cura, positivi risultati – si è così concluso – sta fornendo il crizotinib.
Gian Ugo Berti
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