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Troppo affanno per 3 gradini, attenzione al cuore

«I soliti tre gradini per entrare in casa. Una formalità. Ma, nei giorni scorsi, è capitato per la prima volta un fatto strano. Mi è mancato il respiro, affanno che non avevo mai avuto. Intenso,...

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«I soliti tre gradini per entrare in casa. Una formalità. Ma, nei giorni scorsi, è capitato per la prima volta un fatto strano. Mi è mancato il respiro, affanno che non avevo mai avuto. Intenso, durato minuti. Tanto forte che ho dovuto aggrapparmi alla ringhiera e sedermi. Provavo a rialzarmi, però la testa girava. Ho aspettato che passasse, anche per non preoccupare in casa. Speravo non si presentasse più. Inutile. Nei giorni successivi piccoli sforzi e, di nuovo, mancava il fiato. Così è nata la paura. Gli attacchi proseguono e spaventano, soprattutto perché non fumo, non soffro di cuore... In famiglia, se ne sono accorti».
Circa 3mila persone in Italia ogni anno (pure in Val di Cornia ed Elba) che hanno questi disturbi in apparente stato di benessere e che soffrono d’ipertensione polmonare. Non è una malattia rapida da scoprire né facile da gestire. Tutto parte – hanno sottolineato gli esperti all’incontro sull’argomento promosso a Roma da MSD – quando i pazienti avvertono la percezione di un imprevisto, grosso problema in seguito a minimi sforzi. Che succede? In sostanza, è nella parte destra del cuore, quella cioè collegata all’arteria polmonare, che le cose cominciano a non andare. Iniziano a sfiancarsi piano piano le pareti ed, a seguire, arriva la classica goccia che fa traboccare il vaso, con una perdita dell’equilibrio funzionale cardiaco e l’affanno. Non bisogna sottovalutare la cosa e rivolgersi al medico. Occorre attenzione sul piano degli esami; importanti sono l’ecocardiogramma, la spirometria, la TAC, la scintigrafia. Ecco perché oggi, si celebra in Italia la “Giornata nazionale” su tale malattia – ufficialmente definita “rara” – per informare e sensibilizzare. Anche se le terapie rappresentano un percorso a piccoli passi – si è concluso – positivi sono i nuovi farmaci, validi per migliorare la capacità contrattile delle cellule cardiache.
Gian Ugo Berti

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