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Pressione: scoprire per caso di averla alta
PIOMBINO. A volte la scoperta di una pressione arteriosa alta è casuale: un controllo in farmacia, un parente che ne soffre e l’invito a verificare la vostra. “Non ho disturbi, perché dovrei?” Alla...
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PIOMBINO. A volte la scoperta di una pressione arteriosa alta è casuale: un controllo in farmacia, un parente che ne soffre e l’invito a verificare la vostra. “Non ho disturbi, perché dovrei?” Alla fine si acconsente a misurarla. Il problema emerge, invece, quando a sorpresa i valori si dimostrano alti. Improvvisa è, allora, la sensazione di panico. Proprio, perché si tratta della prima volta.
Che fare? «Ne parli intanto col medico», suggerisce il farmacista. Ma, giunti a casa, cresce la paura.
«Oggi è sabato, fino a lunedì non ci posso andare. Come devo comportami?». In attesa della visita, utile è intanto ridurre o togliere il sale dalla consueta alimentazione, bene è inoltre mangiare in abbondanza frutta e verdura e bere acqua a sufficienza.
Un valore isolato non crea certo la malattia, ma è prudente fare mente locale e ricordarsi se, in famiglia, qualcuno abbia sofferto d’ipertensione oppure anche di malattie vascolari, in qualche modo collegabili ad ictus od infarto cardiaco. Importante – come suggerirà il medico – è al contempo la consuetudine a misurarla periodicamente, in base ai valori riscontrati (quelli normali sono 140-85). L’ipertensione è un quadro clinico che all’inizio non provoca alcun disturbo, però i valori rappresentano un importante campanello d’allarme. È bene dunque tenerlo nella giusta considerazione e, soprattutto, non trascurarlo.
Gian Ugo Berti
Che fare? «Ne parli intanto col medico», suggerisce il farmacista. Ma, giunti a casa, cresce la paura.
«Oggi è sabato, fino a lunedì non ci posso andare. Come devo comportami?». In attesa della visita, utile è intanto ridurre o togliere il sale dalla consueta alimentazione, bene è inoltre mangiare in abbondanza frutta e verdura e bere acqua a sufficienza.
Un valore isolato non crea certo la malattia, ma è prudente fare mente locale e ricordarsi se, in famiglia, qualcuno abbia sofferto d’ipertensione oppure anche di malattie vascolari, in qualche modo collegabili ad ictus od infarto cardiaco. Importante – come suggerirà il medico – è al contempo la consuetudine a misurarla periodicamente, in base ai valori riscontrati (quelli normali sono 140-85). L’ipertensione è un quadro clinico che all’inizio non provoca alcun disturbo, però i valori rappresentano un importante campanello d’allarme. È bene dunque tenerlo nella giusta considerazione e, soprattutto, non trascurarlo.
Gian Ugo Berti
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