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“Fragile-Lavoro” commedia leggera, un po’ dolce-amara
SAN VINCENZO. Giovedì 26 gennaio alle 21,15, al teatro Verdi, la commedia “Fragile-Lavoro da maneggiare con cura” (in alto una foto di scena), scritta e diretta da Christian Martinelli. Il ricavato...
SAN VINCENZO. Giovedì 26 gennaio alle 21,15, al teatro Verdi, la commedia “Fragile-Lavoro da maneggiare con cura” (in alto una foto di scena), scritta e diretta da Christian Martinelli.
Il ricavato dello spettacolo, portato nei teatri della provincia dalla compagnia teatrale Pietrarossa Onlus, sarà in parte devoluto alle locali associazioni Confraternita di Misericordia e Croce Rossa Italiana come contributo economico per l’attività di soccorso nei centri terremotati. La commedia affronta il dramma della perdita del lavoro con un linguaggio semplice e genuino come i lavoratori protagonisti, conducendo lo spettatore a riflettere sulla principale fonte d’ansia collettiva dei nostri tempi, che è appunto la perdita del lavoro. In un territorio duramente colpito dalla crisi economica e dal ridimensionamento delle grandi fabbriche, in una piccola azienda dell’indotto siderurgico va in scena la crisi del lavoro con le devastanti ricadute sugli operai e le loro famiglie. “Il lavoro va maneggiato con cura!” è l’ammonizione dell’esperto capo cantiere. Un’esortazione che sottintende l’incoraggiamento a rincorrere il sogno, indotto dalla necessità e dalla voglia di inventarsi un futuro che la Mastelloni Group, la loro azienda, non è più in grado di assicurare. “Fragile” vira dalla commedia leggera al dolce amaro. La scena: due scarne stanzette come ne esistono in ogni ambiente di lavoro, con uno spogliatoio, una saletta mensa, armadietti, panche, sedie e la macchina per il caffè. E' in questi ambienti che si sviluppa la vicenda umana di Tito, Bruno ed Enrico, i tre lavoratori più attempati, e di Fabio, Lorenzo, Chiara e Rubina. Ognuno con i propri problemi, tutti consapevoli della situazione ma per niente rassegnati. Non mancano l’amore, l’invidia, l’ingenuità e l’illusione, ma neanche la solidarietà. Prima i protagonisti sono testimoni diretti del disastro e, in seguito, sono disposti a mettersi in gioco per far nascere un sogno: la realizzazione di una diversa organizzazione del lavoro che non miri solo a produrre reddito, ma più felicità. Morale principale? Non smettere mai di crederci. L'ingresso è libero e ad offerta, grazie alla collaborazione del Comune di San Vincenzo e dell’associazione Aria Confezionata.
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