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Emilio Solfrizzi il “ricco borghese” che merita la beffa

Emilio Solfrizzi il “ricco borghese” che merita la beffa

PIOMBINO. Giovedì (alle 21) al teatro Metropolitan nuovo appuntamento con la stagione teatrale, in scena: “Il borghese gentiluomo” di Molière con Emilio Solfrizzi (nella foto), regia di Armando...

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PIOMBINO. Giovedì (alle 21) al teatro Metropolitan nuovo appuntamento con la stagione teatrale, in scena: “Il borghese gentiluomo” di Molière con Emilio Solfrizzi (nella foto), regia di Armando Pugliese, produzione ErreT/Teatro 39.

La trama de “Il borghese gentiluomo” è lineare e semplice: un ricco borghese, il signor Jourdain, sogna di diventare nobile, tra persone prive di autentiche qualità come adulatori e scrocconi, che lo raggirano e assecondano la sua follia, pur di ottenerne un guadagno. È circondato dal maestro di musica, di ballo, di scherma, di filosofia.

Poi la storia si arricchisce delle rivalità tra i diversi maestri che scroccano denaro a Jourdain e ciascuno di loro ritiene e predica che la propria arte, la propria scienza, è il fondamento primo dell’esser un gentiluomo. A questi si contrappone la moglie, donna estremamente pratica e razionale che cerca di farlo rinsavire.

Alla coppia dei Jourdain se ne aggiunge una secondaria, i rispettivi servitori dei due coniugi: la servetta Nicoletta, simpatica e coraggiosa, e Coviello, innamorati tra di loro. Ne nasce una farsa, chiassosa e colorata, tipica del teatro comico: quella del Gran Turco. Coviello, vestito da turco e parlando un turco maccheronico, si presenta a Jourdain e gli fa credere che il figlio del Gran Turco è qui per sposare Lucilla, la figlia di Jourdain. Jourdain, lusingato dalle promesse di nobiltà, cade nel tranello e ne nasce un fragoroso balletto-farsa. Di fronte all’ennesimo rifiuto del “borghese” di dare in sposa sua figlia al non nobile ragazzo che ama, tutti d’accordo gli giocano la beffa finale e anche la moglie che, pur criticandolo aspramente lo ha sempre protetto, gli si schiera contro lasciandolo definitivamente solo nella sua folle utopia. Al termine della vicenda Jourdain continuerà a sognare tutto quello che non potrà mai avere, come succede ai grandi personaggi comici del teatro di Molière.

Il 16 febbraio invece a salire sul palco del Metropolitan sarà Neri Marcorè con “Quello che non ho”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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